Siamo partiti dalle rocce del Mesozoico per arrivare alle più antiche del Paleozoico, in pratica siamo tornati indietro nel tempo risalendo la Valle Brembana fino a Lenna e da qui una dopo l'altra, da Est ad Ovest, la Valsecca di Roncobello, le valli di Foppolo e Carona, le valli di Mezzoldo, Averara e Valtorta . Valli che si presentano con aspetti morfologici differenti in funzione dei tipi litologici che le costituiscono. Ora riprendiamo il percorso all'inverso partendo dallo spartiacque per tornare alla Maiolica di Villa d'Almè.

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PALEOZOICO (da 570 a 248 m.a)

Come abbiamo già visto il Basamento Cristallino è costituito dalle rocce più antiche, gli Scisti di Edolo, le Filladi di Ambria e gli Gneiss,  rocce inizialmente sedimentarie, poi metamorfosate nell'orogenesi Ercinica (350-300 ma) e, solo in minima parte, nella "recente" alpina quando sono state spinte in alto a formare l'attuale spartiacque con la Valtellina. Dalle sedimentarie tipo arenaceo-argillose il processo metamorfico ha prodotto gli Scisti di Edolo e le Filladi di Ambria, mentre da quelle tipo arenacee buona parte degli Gneiss.

L'ambiente di deposizione dei sedimenti arenaceo-argillosi, dai quali sono derivati per processi metamorfici gli scisti di Edolo e le Filladi di Ambria, dovrebbe essere un antico fondale marino.

Successivamente all'inizio del Permiano la Valle Brembana rimase emersa dal mare e fu interessata da imponenti fenomeni vulcanici. In seguito al  collasso di un grande vulcano, allora attivo tra il Pizzo dei Tre Signori fin' oltre il  Pizzo del Diavolo, si formò un'ampia conca di forma grosso modo circolare, una grande "caldera" nota come il bacino di Carona. Il successivo accumulo di acqua piovana  intrappolata nel suo interno, originò un vero e proprio lago che venne riempito nella parte centrale da sedimenti fini , argille e siltiti , che costituiscono il Collio : Collio Inferiore prevalentemente ignimbriti riolitiche , rocce vulcaniche effusive rappresentate dai porfidi, e Collio Superiore prevalentemente terrigeno costituito da arenarie fini, siltiti ed argilliti grigio/nerastre  e  grigio/verdastre.

Ai bordi del bacino di Carona e sopra il Collio si accumularono materiali più grossolani, sabbie e ghiaie, tutti materiali derivanti dall'azione di demolizione del basamento cristallino : il conglomerato di Ponteranica, compatto e ben cementato con clasti di grosse dimensioni e, nella fase finale del Paleozoico, il Verrucano, rossastro conglomerato a ciottoli più o meno arrotondati, con intercalate arenarie e siltiti .


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MESOZOICO (da 248 a 140 m.a)

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Triassico (da 248 a 206 m.a)

L'inizio  del Triassico (Scitico), è caratterizzato da una fase di trasgressione marina, pertanto si stabilisce  un ambiente di tipo costiero basso, periodicamente invaso dalle acque, con lagune e bacini via via più profondi. Sul Verrucano si depositarono quindi arenarie, siltiti, argille e fanghi marnosi che originarono le rocce del Servino.

 Alla fine dello Scitico, si verifica una fase di ritiro del mare, con diminuzione di apporti terrigeni e formazione di un ambiente lagunare, come ben testimonia la Carniola di Bovegno, costituita da dolomie-calcari di aspetto tipicamente vacuolare, conseguenza dello scioglimento del gesso/anidrite inglobati nella matrice calcarea, e dal carattteristico colore giallastro.

Nell'Anisico, si verifica un progressivo approfondimento delle baie e dei golfi, e, in mare più aperto, si crearono le condizioni per la formazione del Calcare di Angolo, costituito  da calcari di colore grigio scuro o nero, talora dolomitici e calcari marnosi neri  . 

Alla fine dell'Anisico l'ambiente comincia a presentare la tipica piattaforma carbonatica dove, tra atolli e scogliere coralline, esistevano bracci di mare relativamente profondi, con fondali poco ossigenati e con accumulo di sostanza organica mista a sedimenti marini e terrigeni. In questo ambiente si formò il Calcare di Prezzo, particolarmente ricco di fossili e costituito da caratteristici calcari carboniosi neri alternati a marne.

Nel Ladinico è predominante la piattaforma carbonatica, parzialmente dolomitizzata, con  margine biocostruito molto simile alle barriere coralline dei mari tropicali attuali.  Si forma la scogliera del Calcare di Esino costituita essenzialmente da calcari e calcari dolomitici biancastri, da grigio chiaro a scuro e grigio nocciola, massicci  e ricchi di fossili . La scogliera è contornata e intercalata dai calcari marnosi di Wenghen e dai calcari con selce del Buchestein.

 Alla fine del Ladinico, circa 225 milioni di anni fa, si manifestò un generale sollevamento del fondo marino e la piattaforma carbonatica, tropicale tipo Bahamas,  rimase emersa anche per lunghi  periodi (regressioni e trasgressioni marine  legate a fenomeni tettonici ), durante i quali  si formarono, trasportati dai venti, suoli di terra rossa e accumuli di ceneri provenienti dall'attività dei vulcani. In questa particolare situazione si formò il Calcare Rosso, di  colore grigio, grigio-rosa e rosso,  noto come Marmo Arabescato Orobico”,  cosiddetto per le caratteristiche cromatiche e i variegati disegni (tepee).

Nel Carnico inferiore attorno alla piattaforma carbonatica, sempre con clima caldo, erano presenti lagune a fondali poco profondi, con momenti di emersione e quindi con fenomeni di tipo carsico e conseguente formazione di cavità. Questo ambiente molto particolare permise la formazione di calcari grigio/bianchi in superficie e nocciola chiaro al taglio, quasi sempre in grossi banchi, con mineralizzazioni soprattutto di piombo, zinco, fluorite e bario, che costituiscono la Formazione di Breno. Praticamente nelle medesime condizioni ambientali si formò il Calcare Metallifero, calcari, grigio e grigio nerastri, anch'essi con mineralizzazioni, in colonne e filoni, di piombo, zinco, fluorite e bario.

Entro questo bacino allungato in un ambiente diverso più di tipo lagunare-deltizio per la presenza di apporti fluviali con materiali derivanti dallo smantellamento di corpi vulcanici presenti nell'area, si depositarono successivamente le Arenarie di Val Sabbia , arenarie verdi e rosse  molto compatte e ben stratificate, intercalate con argilliti.

In mare  più aperto, marginale alle piattaforme, con sedimentazione carbonatica e con abbondanti apporti terrigeni fini, si depositò invece la Formazione di Gorno, molto ricca di fossili, principalmente lamellibranchi marini,  e costituita da calcari, calcari marnosi di colore grigio scuro o nero, con intercalazioni di arenarie di colore grigio-verdolino.

Nel Carnico superiore si accentua la regressione marina  e i margini  delle piattaforme diventano meno profondi,  addirittura con parziale prosciugamento delle aree lagunari.  In tali condizioni avvenne la deposizione dei sedimenti della Formazione di S.Giovanni Bianco, costituita da  per lo più da arenarie di colore grigio-verdi, da marne grigio/nere e da lenti di gesso. 

Nel Norico, inferiore e medio, prevale un ambiente tropicale con mari calmi, bassi e limpidi. Nel Mare di Tetide, l'antico Mediterraneo, vi erano condizioni simili a quelle del Mare dei Coralli nel Pacifico o isole  tipo le Maldive o le Bahamas ; in  questa situazione di piana tidale, carbonatica crebbero scogliere calcaree di organismi coloniali bentonici, quali coralli, madrepore,  molluschi , alghe e crinoidi. Una subsidenza continua, un graduale abbassamento del fondale, portò alla formazione della Dolomia Principale , massiccia scogliera con una stratificazione quasi sempre indistinta. Alla sua base troviamo le dolomie stratificate del Membro Basale e la dolomia brecciata della Formazione di Castro.

 Nel Norico Superiore ormai alla fine della sedimentazione della Dolomia Principale l’ambiente  è quello marginale dell'intrapiattaforma, con  un bacino di piccole dimensione, povero di ossigeno,  e con accumulo di materia organica sul fondo. In queste condizioni si formarono le  

Dolomie Zonate , colore grigio/nerastro, in strati sottili/medi generalmente laminati e comunemente fetidi e il Calcare di Zorzino , in strati con superfici planari nerastri o grigio scuri, fetidi alla percussione, che proprio per il poco ossigeno, per l'abbondanza di sostanza organica e  per la rapida sedimentazione,  hanno conservato splendidi fossili di pesci e  vertebrati.

All'inizio del Retico, si creò un ambiente di  mare poco profondo,  lagunare,  limitato qua e là da terre emerse, caratterizzato da acque calde, poco ossigenate, con sedimentazione mista argillosa/ marnosa, dovuta agli abbondanti apporti terrigeni. In tali condizioni si formarono le Argilliti di Riva di Solto, argilliti e marne argillose nerastre o grigio scure, dal comprtamento duttile e plastico.

Successivamente la situazione ambientale divenne di mare aperto anche se poco profondo, a sedimentazione mista carbonatica/marnosa/argillosa. Qui prese origine il Calcare di Zu, costituito da un’alternanza di calcari, calcari marnosi grigiastri e argilliti nerastre con presenza di numerosi fossili .

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Giurassico (da 206 a 140 m.a)

All'inizio del periodo si stabilisce un ambiente più tranquillo dal punto di vista tettonico con una piattaforma carbonatica, di mare poco profondo, in prevalenza subtidale, caratterizzato da bassi fondali e temperature elevate, di tipo bahamiano.  La Dolomia a Conchodon, costituita da calcari /calcari dolomitici di colore nocciola o grigio nocciola, di aspetto compatto e stratificazione massiccia, rappresenta uno stadio transizionale tra gli ambienti triassici e giurassici.

Successivamente si passa ad una deposizione di mare aperto e più profondo, con un abbassamento lento, costante e regolare, che consentì la sedimentazione di potenti spessori di calcari marini abbastanza simili tra loro:

·       il Calcare di Sedrina (Hettangiano) costituito da calcari  di colore grigio nerastro, con noduli di selce

·       il Calcare di Moltrasio (Sinemuriano - Pliensbachiano), costituito da  calcari, calcari-marnosi, per lo più di colore grigio, grigio scuro, spesso nerastri con intercalazioni marnoso-argillose e con selce in noduli e lenti  

·       il Calcare di Domaro (Pliensbachiano/Toarciano) costituito da  calcari chiari , biancastri con selce

Verso la fine del Giurassico lo sprofondamento dei fondali porta ad ambienti abissali che vedono la formazione di sedimenti particolari caratterizzati dalla presenza della selce:

·    la Formazione di Sogno(Toarciano-Bajociano inferiore) marne rossastre e verdine con selce

·    le Radiolariti (Batoniano superiore e il Kimmeridgiano): selci  in stratificazioni da qualche centimetro di spessore a 20 centimetri, di colore rosso, verde o bruno, nero e con sottili  intercalazioni  di straterelli argilloso-marnosi

·    il Calcare ad aptici (Kimmeridgiano  a Titoniano superiore) : calcari marnosi, marne calcaree e marne di colore bianco rosato , rosato, rosso mattone e anche verdastro , in alcuni punti con noduli e lenti di selce.

·     la Maiolica (Titoniano Superiore ad  Aptiano )che chiude il Giurassico ed inaugura la serie stratigrafica del Cretaceo: calcari micritici (calcilutiti )grigio-chiari e biancastri, compatti, a grana fine e frattura concoide, con stratificazione continua e regolare e con selce in liste e noduli di colore grigio scuro.

       N.B.-Per le vicende successive vedi Premessa geologica di carattere generale.

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   Per chi volesse continuare il viaggio non sulle rocce, ma comodamente seduto sul treno della poesia in compagnia di motivi musicali ed immagini, consiglio il sito personale, dedicato alla nipote Agata, www.ardemagnipf2000.it , con l'augurio che possa risvegliare nuove emozioni.  

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