DOMINIO  GIURASSICO

4. INIZIO ITINERARIO E PUNTO DI STAZIONE

Le formazioni rocciose che incontreremo in  un questo primo tratto di valle sono le più "giovani" pur trovandosi più in basso rispetto a quelle più antiche: in pratica risalendo la valle andremo indietro nel tempo dal Mesozoico al Paleozoico.  Le prime quattro (Maiolica, Calcare ad Aptici, Radiolariti, Formazione di Sogno) praticamente non si vedono sulla strada statale per cui dovremo fare deviazioni e relative comode passeggiate per conoscerle , mentre le altre quattro ( Calcare di Domaro, Calcare di Moltrasio ,Calcare di Sedrina ,Dolomia a Conchodon ) affiorano con notevoli potenze fino ai Ponti di Sedrina .

Un consiglio che mi sento in dovere di dare, è quello di usare la massima attenzione nel percorrere la strada : non distrarsi in osservazioni mentre si guida , cercare un luogo sicuro per fermarsi , evitare sempre di mettere a repentaglio la propria incolumità o quella degli altri con manovre pericolose .

Personalmente ritengo che la Valle Brembana inizi a Ventolosa , località subito dopo Villa d’Almè, e precisamente dove affiorano le prime rocce sul bordo della statale 470, esattamente di fronte al ristorante Venturosa (radiolariti). Poche centinaia di metri più avanti ,alla confluenza del torrente Imagna, la valle comincia a presentarsi, incuneandosi serpeggiante tra la Roncola e il M. Ubione a sinistra e il Colle di Bruntino  a destra .

N.B.-Per comodità e per evitare possibili disorientamenti si useranno i termini a destra e a sinistra per indicazioni riguardanti il senso di marcia.

Consiglio di parcheggiare l’auto subito dopo la strada che scende alle “Fonderie”, ormai in disuso , in un ampio  spiazzo posto a destra  della carreggiata . Iniziamo il percorso  scendendo per la stradina sulla sinistra del Casino, possente  e caratteristico edificio , sito sulla curva posta in fondo al breve rettilineo, un centinaio di metri più avanti dello spiazzo . Questa stradina poggia nella prima parte sulla Dolomia a Conchodon e poi sul conglomerato formato dai detriti fluviali. Scendendo si arriva sul greto del Brembo  dove consiglio un breve escursus al di là del fiume  attraversando  “a nuoto” oppure superando una  “traballante passerella”, delimitata , su entrambi i lati, da due robusti archi in pietra  (foto sotto).

 

                                          

 

Al di là troviamo l'edificio cinquecentesco del maglio, ex dogana , oggi chiamato Porto , e , poco sopra, la torretta e il ponte medioevale , ad una sola arcata , via di collegamento tra Bergamo ed i Grigioni Svizzeri per i viandanti del passato . Salendo arriviamo all’’antica fortificazione del castello di Clanezzo, eretto nella prima metà del  decimo secolo e ricostruito nei primi dell’ottocento, e situato in posizione strategica, per  la conformazione del sottostante sperone di roccia. Attualmente il castello, a gestione privata, è stato adattato per attività di ristorazione.

Le ripide sponde dell’Imagna e del Brembo sono incise nella compatta Dolomia a Conchodon. Il torrente e il fiume per milioni d’anni, con la loro forza erosiva, con i ciottoli trascinati dalla corrente, sono riusciti giorno dopo giorno a vincerne la naturale resistenza.

Rientrando seguiamo il canale che porta ai caseggiati delle” Fonderie” e da qui proseguendo sulla sede della vecchia ferrovia passeremo sotto una breve galleria formata da rocce stratificate in banconi . Continuiamo fino ad arrivare alla galleria che porta all’ex Stazione ferroviaria di Villa d’Almè , proseguiamo lungo stradina che la costeggia, ed arriviamo fino all’uscita del canale in prossimità della chiusa (foto sotto).

                          

 

                                              

                                                                                      Punto di stazione ed orientamento

Ora la prima cosa da fare  è determinare sulla carta la  posizione di dove ci troviamo (punto di stazione) rispetto a quello che ci circonda , perciò è necessario orientarsi , vale a dire individuare sul terreno la direzione dell’oriente e quindi  trovare i punti cardinali: nord (N), est (E), sud (S), ovest (W).  Per avere un’idea preliminare del terreno e delle sue forme , si comprende come sia importante  la lettura della carta a” tavolino”. L’itinerario da percorrere va studiato  riguardo alla possibilità di  avere punti di riferimento sicuri per  potersi poi muovere più facilmente sul terreno avendo già un’idea della morfologia della zona  e quindi stabilire con sufficiente precisione i vari punti di stazione . In questo modo si può fare un primo orientamento anche senza bussola riferendosi a punti caratteristici  che ci consentono  di individuarne agevolmente la posizione sulla carta: strade , sentieri , fiumi, torrenti e canali, laghetti, linee elettriche, condotte forzate , ponti , gallerie …Spesso alcuni elementi indicati sulle carte differiscono da quelli reali ; in certi casi non esistono più, in altri sono presenti sul terreno elementi e strutture non segnalate. In ogni caso è sempre difficile segnare esattamente il punto di stazione (come vedremo in seguito -> 1 mm sulla carta corrisponde a 25 metri sul terreno) perciò conviene ricorrere a schizzi e disegni che rendano in maniera plastica le forme del terreno e ad osservazioni personali dove ciascuno può annotare tutti i particolari che la carta non è in grado evidenziare. Strumento indispensabile per un orientamento sicuro è la bussola (foto sotto).  Evitando vicinanze di campi magnetici (telefoni cellulari, tralicci dell’alta tensione, automobili, martello, piccozze o altri oggetti metallici che potrebbero interferire con l’ago), con essa ci si orienta  rapidamente. Allineato il bordo piatto della bussola con la cornice laterale della carta, tenendoli solidali, si ruota  il tutto fino a che l'ago magnetico si disponga parallelo ai meridiani ( la declinazione magnetica nella valle è in pratica trascurabile  quindi considereremo come nord la direzione indicata dalla bussola senza che ciò comporti apprezzabili conseguenze) : così la carta sarà  orientata con il terreno e  tutti i punti segnati su di essa corrisponderanno agli analoghi della zona in esame. S’identifica quindi il luogo in cui ci si trova che diventa facile, come abbiamo appena detto, se la stazione è vicina ad elementi ben individuabili ; in prossimità della chiusa di Villa d’Almè ve ne sono due : il canale che esce dalle rocce della Maiolica, formazione calcarea biancastra, la chiusa con il casotto attiguo. Possiamo notare come la Maiolica è l’ultimo baluardo roccioso verso sud : infatti dall’uscita del canale in poi troviamo i depositi alluvionali che hanno coperto Maiolica e formazioni rocciose più recenti . Sono  ciottoli e ghiaie ben levigati ed arrotondati, che rappresentano un patrimonio quasi completo delle rocce presenti nel bacino del Brembo . Per avere indicazioni sulla quota alla quale ci troviamo si ricorre all’altimetro (foto sotto) , barometro aneroide dotato di un quadrante girevole su cui è riportata una graduazione che corrisponde in metri d’altezza  alla variazione di pressione atmosferica. Sappiamo infatti che la pressione dell’aria diminuisce man mano si sale e viceversa aumenta se si scende . Lo strumento risente delle variazioni di temperatura, umidità e pressione per questo bisogna avere l'accortezza di tararlo tutte le volte che si presenta la possibilità (punti con quota segnata sulla carta topografica) . Come la bussola va utilizzata in rapporto ai meridiani magnetici, così l'altimetro per le curve di livello . Gli altimetri in commercio presentano sensibilità diverse , consiglio comunque, a chi vuol lavorare con una certa precisione, di acquistarne uno che rilevi i dislivelli di 10 metri per evitare grossolani errori nella valutazione dell’altimetria . Infine ricordo che il movimento del diaframma interno presenta una certa inerzia perciò è opportuno fermarsi qualche minuto prima di effettuare la lettura .

                            

                           

 

Torna pagina iniziale

Continua