6. LA PRIMA FORMAZIONE : LA MAIOLICA

 

Fatto il punto di stazione riprendiamo il percorso all’inverso, superiamo il canale e facciamo le dovute considerazioni sulla prima formazione rocciosa : la Maiolica.

Per formazione si intende un corpo roccioso caratterizzato da uniformità litologica e distinto dalle unità fra le quali è compreso.

Di norma la formazione viene designata con due termini, di cui uno è desunto dal tipo di roccia prevalente e il secondo è un nome di località ; alcune formazioni , come la Maiolica , mantengono il nome assegnato prima dell’entrata in vigore della regola  e ormai  largamente in uso.

Per ogni formazione forniremo indicazioni su: affioramento , caratteri litologici , misure di strato, spessore , presenza di fossili , cronologia , ambiente di deposizione e rapporti stratigrafici.

La Maiolica affiora dal canale sopraccitato fino a metà della stradina che la costeggia girando attorno alla galleria (attenzione perché  stretta e a picco sul Brembo ).

Questa roccia sedimentaria detritica dall’aspetto porcellanaceo (definizione) è costituita di calcari  quasi puri,  compatti , a grana fine , con stratificazione continua e regolare in strati con spessori da 10 a 35 cm e con noduli di selce (Si O2) di colore grigio scuro  (tipo litologico) bianco-porcellana   (colore al taglio) e grigio-chiari (colore sulla superficie esposta all’alterazione o patina di alterazione)  , a frattura concoide o scheggiosa (tipo di frattura), con giacitura N 340 subverticali (misure di strato) .

E’ sempre buona abitudine prelevare alcuni campioni contraddistinguendoli con delle sigle per esaminarli a casa con tutta tranquillità , non esagerando nelle dimensioni( pesano!!!) .

La descrizione di una roccia deve passare attraverso una serie d’osservazioni :  litologia , stratificazione , colore  al taglio , patina d’alterazione , compattezza , tipo di frattura , presenza di fossili, varie strutture (sedimentarie ,  biogeniche e chimiche) oltre dimensione dei granuli , tipo di cemento , porosità …..

Cosa non sempre facile perché spesso gli affioramenti naturali si presentano con alterazioni superficiali , coperti da detriti e vegetazione  che ne limitano una chiara presa di visione. Importante è che ci si impegni nel  farne una descrizione  sufficientemente corretta , in seguito si potranno verificare eventuali imprecisioni  con un indagine più approfondita.

Ricordo infine che per avere un’analisi qualitativa (tipo di minerali componenti) e quantitativa (quantità dei vari componenti) delle rocce è necessario eseguire una serie di prove di laboratorio e lo studio al microscopio delle sezioni sottili delle stesse , ma questo lo lasciamo agli appassionati ed agli esperti.

Per roccia sì in tende un aggregato di minerali tra i quali si distinguono quelli essenziali , che sono i costituenti veri e propri , e quelli accessori , diffusi con regolarità , ma in quantità ridotte ; nella Maiolica il costituente principale è il carbonato di calcio (Ca C O3).

Per verificare la presenza del Ca C O3  in un campione si utilizza una soluzione d’acido cloridrico (H Cl)  diluita al 5% : si fa cadere una goccia su un campione di  roccia al taglio e una vivace  effervescenza segnala la presenza del calcare .

Sotto una serie di foto della Maiolica alla chiusa di Villa d'Almè.

 

 

 

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