9. MISURE DI STRATO

Come abbiamo visto la caratteristica fondamentale delle rocce sedimentarie è data dalla presenza degli strati dove per strato s’intende un corpo sedimentario limitato da superfici sub parallele di spessore variabile , ma piccolo rispetto alla lunghezza e larghezza ; il letto è la superficie inferiore , il tetto quella superiore . La superficie limite degli strati si chiama piano di stratificazione , mentre le testate sono le superfici affioranti degli strati . Ogni strato corrisponde ad un preciso momento sedimentario, un intervallo di tempo durante il quale le condizioni di sedimentazione si sono mantenute costanti. L’interruzione tra uno strato e l’altro indica una momentanea interruzione della sedimentazione oppure un cambiamento  del tipo di materiale deposto .

Per quanto riguarda lo spessore o potenza degli strati, è opportuno attenersi ai seguenti dati :

 Banco

 >  di 60 cm

 Strato

 da 60 cm a 3 cm

 Straterello

 da 3 cm a 1 cm

 Lamina

 da 1 cm a 2 mm

 Lamina fissile

  < di 2 mm

 

In geologia è necessario individuare la disposizione degli strati nello spazio, per valutarne il loro andamento sia in superficie  che nel sottosuolo, ciò per poter costruire in seguito la carta geologica: più preciso e dettagliato  è il loro rilevamento più sarà facile lavorare sulla carta.

Tecnicamente si parla di giacitura dello strato che è definita da tre elementi: direzione, inclinazione, immersione. La bussola da geologo ben utilizzata permette facilmente la loro misurazione.

 

La direzione

Per meglio comprendere la direzione di uno strato è opportuno ricordare come si misurano gli angoli azimutali, quelli  calcolati nel piano orizzontale, al contrario degli angoli zenitali che si misurano nel piano verticale. In topografia per azimut s’intende la misura angolare espressa in gradi che intercorre tra il nord e un dato punto  X del terreno, partendo dal punto di stazione. Per convenzione gli angoli azimutali si misurano in senso orario: per fare questo bisogna  collimare  e cioè mirare il punto di cui dobbiamo determinare la posizione attraverso la linea di fede della bussola, e leggere il valore dell’angolo sulla stessa  (dall’osservatore si mira punto X e con la bussola si calcola l’angolo  con il nord: es nord 30  (oppure il suo reciproco nord 210) ( dis. sotto).

Ricordiamo che nel sistema sessagesimale il cerchio è diviso in 360° ( per misure più precise il grado si suddivide in sessanta minuti primi, 1° =60’, e a sua volta il minuto primo è diviso in sessanta minuti secondi, 1’ = 60’’ ). La  bussola Meridian da me utilizzata  divide l’angolo giro in 400  parti, gradi centesimali ( il grado centesimale è diviso in 100 minuti primi e un minuto primo  in 100 m secondi). Gli angoli retti sono  di 90° nel sessagesimale  e di 100 c nel centesimale. In ogni modo per passare dai gradi centesimali a quelli sessagesimali basta dividerli per 10 e moltiplicare per nove e viceversa:

 Es.   300 c = (300:10x9) = 270°   e   270° =(270:9x10) = 300 c

Ciò premesso iniziamo l’operazione d’individuazione della direzione di uno strato.

Bisogna innanzitutto trovare un affioramento che presenti una superficie visibile su cui sia possibile  tracciare un’immaginaria linea orizzontale ( si deve immaginare di tagliare la superficie dello strato con un piano orizzontale) (tutte le orizzontali per definizione sono tra loro  parallele). A questo punto basta calcolare l’azimut di questa retta immaginaria rispetto al nord ed avremo la direzione dello strato: si appoggia la bussola con il bordo parallelo alla suddetta immaginaria retta, in posizione orizzontale perché l’ago possa muoversi liberamente, e si misura l’angolo formato con la direzione del nord. Questo valore va scritto in senso orario: N 30° -N  250°  etc. ( ricordare che si possono considerare anche i reciproci: N 30°  = N 210°, N 120 c = N 320 c)( vedi foto sotto).

                                                         

 

L'inclinazione

Misuriamo ora l’inclinazione ( o pendenza) dello strato che corrisponde all’angolo che lo stesso fa con il piano orizzontale, ovvero l'angolo con cui lo strato  s’immerge nel terreno. Utilizzando il clinometro della bussola (foto sotto), che altro non è che  un piccolo pendolo, e prestando attenzione ad appoggiarla lungo la linea di massima pendenza, magari attraverso una serie di più misurazioni (foto sotto) avremo il valore angolare dell’inclinazione, ovviamente compreso tra 0°/ 90° oppure  0 c /100 c.

 

 

Nel disegno sotto sono indicati :

 

Nel disegno sotto le varie possibilità di affioramento degli strati

 

 

L'immersione

Per  valutare l’immersione,  occorre individuare verso quale punto cardinale lo strato tende ad immergersi nel terreno, dove in pratica cadrebbe una palla lasciata libera di scendere lungo la sua superficie. Non è importante valutare con precisione assoluta il suo valore angolare rispetto al nord perché per convenzione l’immersione è perpendicolare alla direzione, ma basta indicare dove lo strato scende  ovvero il punto dell’orizzonte verso il quale tende ad immergersi : Nord , Sud , Est , Ovest , Nord Est, Sud Est , Sud Ovest, Nord Ovest. Nell'esempio sotto l'immersione è a Sud.

 

Direzione , inclinazione  e immersione

Nell’esempio  sotto possiamo vedere direzioni ed immersioni diverse , ma tutte con la medesima inclinazione di 30 (gradi sessagesimali o centesimali) ; si può notare come per la stessa direzione è possibile avere due immersioni diverse  : per quella N S lo strato può immergersi o ad est o ad ovest , per quella E W a N o S , per NE SW a SE o a NW , per SE NW a NE o a SW.

Calcolati i valori della direzione e inclinazione e la tendenza dell’immersione occorre scriverli in modo corretto e si possono utilizzare vari modi. Personalmente indico la direzione  riferita al nord  con valori compresi  tra 0 c e 400 c, evitando riferimenti ai quadranti :

es.  N 250 ( oppure il reciproco N 50 ).

Graficamente la direzione, che mi indica l’orientamento  delle orizzontali del piano, sulla carta si rappresenta con un breve segmento e  l’immersione con una freccetta perpendicolare alla direzione( più la freccetta è corta maggiore è l'inclinazione): la punta della freccetta indica il senso in cui si misura la massima inclinazione della superficie piana, il punto dell’orizzonte verso cui tende lo strato .

Il valore angolare dell’inclinazione, l’indico dopo  la direzione, tra i due valori metto un trattino, seguito dal punto cardinale dell’immersione, ammettiamo verso nord . Esempio: se la direzione è  N 340 , l’inclinazione 30° e l’immersione verso nord , utilizzo questa scrittura riassuntiva: N 340 – 30 Nord Est

 (Direzione 340 gradi centesimali da NORD, inclinazione 30 gradi a scendere verso NORD EST) 

e graficamente (sotto) : direzione inclin /Immers

 

Rappresentazione sugli strati di  direzione , inclinazione e immersione

 

                                       

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Vi sono due casi particolari : strati orizzontali e strati verticali. È ovvio che se gli strati giacciono in posizione orizzontale qualsiasi valore di direzione è valido e la pendenza o inclinazione è 0C : si indicano quindi con un particolare simbolo   +  .   Gli strati verticali hanno ovviamente un’inclinazione attorno ai  90° o 100 C ed un andamento rettilineo , quindi serve solo la direzione e si indicano con  =

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I valori rilevati devono essere di volta in volta riportati sul taccuino con l’indicazione del luogo dove si sono misurati ; a casa con l’uso di strumenti idonei si potranno riportare sulla carta topografica facendo attenzione a non coprire punti di riferimento importanti.

 Da qui in avanti userò per le misure i gradi centesimali

Una precauzione che bisogna avere quando si eseguono queste misurazioni in zone a rischio  è quella di utilizzare guanti, sufficientemente robusti ,per evitare punture sgradite e alle volte anche pericolose ( vipera !).

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Lo spessore

Per spessore reale o potenza  di uno strato si intende la distanza presa perpendicolarmente ai due piani di stratificazione che lo delimitano ( dis. sotto). Lo stesso vale per l’intera formazione per la quale bisognerebbe trovare un luogo dove l’ affioramento si presenti perfettamente orizzontale , cosa non facile  e quasi mai possibile nella nostra valle per via delle deformazioni provocate dall’orogenesi.

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 Esempio per la Maiolica

Nella località dove affiora la Maiolica  , presso la diga di Villa d’Almè , gli strati hanno  direzione N 340  e sono subverticali con tendenza ad immergersi leggermente a nord per poi tendere a sud risalendo la stradina. Lo spessore della formazione nella zona è all’incirca di 50 m , mentre in altre località della bergamasca può raggiungere 180 m.

Riguardo alla presenza di fossili ( vedere apposito capitolo) la formazione in oggetto ne è quasi completamente priva  fatta eccezione per i microfossili , in particolare i nannofossili calcarei.

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