5. NOZIONI DI TOPOGRAFIA

     La carta topografica

Ho messo volutamente la carta topografica come primo strumento perché, se si è in grado di leggerla, si riesce a capire la configurazione del terreno ed ad individuarne tutti i particolari così come apparirebbero ad un’osservazione diretta. Per raggiungere quest’obiettivo bisogna naturalmente procedere in modo graduale prendendo confidenza con essa fin dalle prime uscite. Ho messo per ultimo la carta geologica perché è la più ostica da interpretare e richiede una conoscenza approfondita delle formazioni rocciose, della simbologia e della topografia. Un modo pratico ed interessante per migliorare la conoscenza del territorio è quindi l’osservazione delle carte topografiche che sono rappresentazioni ridotte , approssimate e simboliche della superficie terrestre. Sappiamo che la terra ha una forma sferica , pertanto non avremo mai sulla carta una rappresentazione corrispondente alla realtà; in ogni modo più sono piccole le parti di terreno che vogliamo rappresentare, minori saranno gli errori commessi. Se volessimo distendere sul piano una palla dopo averla tagliata a metà, dovremmo stirarla e deformarla per riuscire nel nostro intento; se però ne tagliamo una piccola parte questa sarà più facilmente “stendibile”con minima deformazione. La carta topografica è una rappresentazione sufficientemente fedele e sintetica  che ci permette di migliorare la conoscenza del nostro terra. La prima cartina dei luoghi che ci apprestiamo a visitare e che ci servirà d’esempio, è la tavoletta Zogno NE, inclusa nel  III Quadrante del Foglio 33, e che comprende il primo tratto del nostro itinerario da Villa d’Almè ad Ambria (nell’esempio il il percorso da Villa a Sedrina).

Le tavolette in scala 1: 25.000 ( si legge uno a venticinquemila)  rappresentano una minima parte della superficie terrestre (40.000 km quadrati  contro  510 milioni di km quadrati , perciò rendono anche in due dimensioni un’immagine sufficientemente reale del terreno) sono delle carte rilevate ed hanno  un’ampiezza di 7’30”di longitudine (da 2°45’00’’a 2°52’30’’nella Zogno) e 5’ di latitudine (da 45°45’00’’ a 45°50’00’’nella Zogno); sono costruite in modo tale che il lato superiore rappresenti il Nord, l'inferiore il Sud, il destro l'Est e il sinistro l'Ovest.

Il riquadro della carta e costituito da margini verticali (latitudine) ed orizzontali (longitudine) che rappresentano archi di meridiano e di parallelo. All’interno formano un reticolato a maglie quadrate con lato di 4 cm.

Alla base della carta sono riportati  i simboli convenzionali utilizzati per rappresentare  tutti gli oggetti d’interesse pratico che non possono essere riportati rispettando la loro effettiva dimensione; sono molti ( strade, corsi d'acqua, vegetazione ……) ed  anche se  presenti con le rispettive indicazioni, non sempre facilmente identificabili. Tuttavia con un po’ di pazienza alla fine si prenderà con essi la giusta confidenza.

Scala  1: 25.000 significa che ad 1  centimetro misurato sulla carta corrispondono, sul terreno,  25.000 centimetri. Per facilitare i nostri calcoli sarebbe cosa buona e giusta memorizzare la seguente tabella d’equivalenze:  

un millimetro = 25 metri                                                     1 mm =25 m
quattro millimetri= 100 metri                                             4 mm=100 m
un centimetro = 250 metri                                                  1 cm = 250 m
quattro centimetri =1000 metri= un chilometro                 4 cm = 1.000 m =1km
un decimetro =2.500 metri= 2,5 chilometri                       1 dm = 2.500 m = 2,5 km

 

Per ricavare da una carta la distanza tra due punti posti in linea retta fra loro basta eseguire una semplice moltiplicazione e calcolare la corrispondente misura reale. Supponendo che la distanza misurata sulla carta sia di 5,5 centimetri con scala  1: 25.000, si avrà che la distanza è: 5,5 x 250 = 1.375 metri = 1,375 chilometri;  se  misuriamo 8 mm otterremo 8 x25 =200 m . E’ evidente che se dovessimo determinare la lunghezza di un percorso a curve  dovremmo adottare un altro metodo: basterà suddividerlo in tanti tratti più o meno rettilinei che andranno misurati uno per volta e quindi sommati mettendoli di seguito su una sola retta. La misura di questa andrà quindi trasformata in misura reale in base alla scala.  Nelle carte, generalmente  in basso, è riportata   la “scala grafica”, vale a dire un segmento di retta diviso in centimetri o in millimetri con a lato le indicazioni delle corrispondenti lunghezze reali.                                                                                               

                                                                                                         Le curve di livello

Per l’altimetria, cioè la rappresentazione dei rilievi, sono utilizzati punti e linee.   I primi definiti punti quotati sono dei punti del terreno, localizzati  sulla carta, con quota  in metri riferita al livello del mare (per convenzione  livello zero). Le linee sono dette curve di livello o isoipse ed uniscono tutti i punti del terreno che hanno la stessa quota. Si ottengono dall’intersezione della superficie topografica con degli immaginari piani orizzontali (P1 ,P2, P3 ) posti a quote predeterminate. L’intersezione con la  superficie media del mare determina l’isoipsa di quota zero, quella tra la superficie topografica ed un piano orizzontale, posto a 25 m sul livello del mare, originerà la curva di livello di quota 25 m. e così di seguito (dis. sotto).

                                                                                                                                                            

 

Nelle tavolette  1: 25.000 è tracciata una curva ogni 25 metri di quota  e ogni 100 metri una direttrice che è una linea più marcata,  in corrispondenza della quale spesso è indicata la quota.  La distanza di quota tra isoipse è costante e prende il nome di “equidistanza" che nelle carte  1/25.000  è appunto di 25 metri , per questo le quote delle curve di livello sono  valori interi e multipli di 25 metri (nell’ esempio  sopra 300,325,350 ).

Una prima semplice considerazione è che ogni curva ne racchiude una di quota maggiore e che tanto più sono disegnate l'una vicino all’altra, tanto maggiore sarà la pendenza (tratto BC) (dis. sotto). Nel caso di pendenza costante le curve di livello avranno intervalli pressoché uguali (tratto AB ). Nelle zone di montagna, dove le pendenze sono a volte molto forti, i dirupi sono disegnati con tratteggi.

 

 

Le curve di livello che presentano curvature  o gobbe  verso l'alto, in pratica rivolte alla cima,  indicano impluvi, vallette e canaloni, e più la curvatura è stretta più canaloni e vallette sono incassati  (dis.sotto) .

 

 

 

Quelle con curvature rivolta verso il basso, vale a dire a valle, indicano displuvi e cioè costoni e prominenze (dis.sotto) e più la curvatura è stretta più  costoni e prominenze sono  spigolosi. Fiume e torrenti scorrono naturalmente  tra due rilievi o in un avvallamento.

 

 

Un’ altura isolata è identificata da una serie di curve concentriche con quote crescenti all’interno. Valichi, passi o selle sono rappresentate da curve d’uguale quota che si volgono reciprocamente le convessità. Se le curve si chiudono su se stesse ci si sta avvicinando alla cima (dis. sotto)  e in genere  la vetta è segnalata da un punto o da un triangolino con  relativa quota.

 

    

 

Se infine si nota che sentieri o strade seguono  parallelamente una curva di livello significa che ci si muove  sempre alla stessa quota e quindi in piano; se invece  tagliano le  isoipse o si sale o si scende e questo  si deduce dalle quote altimetriche.

 

                                                                          Esempio riassuntivo per le curve di livello

 

Displuvi o dossi  : AB – CD  

-AB  : curve più distanti – pendio meno ripido – minore pendenza

-CD :  curve più vicine – pendio più ripido – maggior pendenza

Impluvi o valli  : EF-HI-LM-NO

Da  Q a  S e a P si sale o si scende

Da  R a  S  con direzione a sinistra  ci si muove sempre alla stessa altezza, nessun dislivello

P  : passo

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La pendenza

Abbiamo visto che l’equidistanza naturale è di 25 metri, valore che ridotto alla scala della carta corrisponde a 1 millimetro; questo valore (e ) ci serve per calcolare in modo rapido la pendenza conoscendo la distanza grafica tra due punti misurati sulla carta ( d):

                                                                        pendenza in % = e: d   x 100

In generale  pendenza in % (   = (dislivello in metri x 100) / distanza in metri)

Il valore della pendenza in percentuale è uguale alla differenza d'altitudine in metri, per 100 metri percorsi in orizzontale ( sotto es, di calcolo di pendenza)

 

Più semplicemente si può far riferimento all'angolo del terreno rispetto all'orizzontale : un angolo di 45° corrisponde ad un pendio del 100%  (distanza tra le curve di livello minore) ; un angolo di 20° corrisponde ad un pendio del 36%( distanza tra le curve di livello maggiore (dis. sotto).

 

 

Angoli d'inclinazione espressi in gradi sessagesimali (0° - 90°) e corrispondenti valori  in percentuale (arrotondati) della pendenza.

                                                                                                                                             Angoli in gradi             Pendenza in %

10°---------------------18 
20°---------------------36
25°---------------------46
30°----------------------57
35°---------------------70
40°----------------------84
 45°---------------------100

  Per pendenza superiore ai 45° si usa il termine di scarpa.

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