10. PALEONTOLOGIA E FOSSILI

Entriamo ora nel mondo affascinante dei fossili e della  paleontologia . Questo ramo della scienza  studia gli esseri che sono vissuti in epoche anteriori a quell’attuale e che sono conosciuti da noi attraverso i loro resti o fossili ,che troviamo in pratica solo nelle rocce sedimentarie, di cui costituiscono una componente sparsa e quantitativamente minore. Sono considerate fossili anche varie strutture prodotte sulle rocce :  impronte, tracce, perforazioni, incisioni, pseudofeci e coproliti. Dato che gli organismi si sono evoluti da forme semplici (il primo organismo vivente, probabilmente un batterio , è datato 3,8 miliardi di anni fa ) a forme via via più complesse e non ripetitive , essi sono d’enorme importanza per stabilire correlazioni e datazioni delle rocce che li contengono. Sono inoltre indicativi d’antichi ambienti e quindi fondamentali per ricostruzione degli stessi. Fino a pochi secoli fa erano considerati semplici curiosità o scherzi della natura ; solo alcuni uomini li considerarono in modo corretto : Aristotele , Teofrasto , Strabone , Erodoto e soprattutto Leonardo da Vinci di cui ricordiamo il detto: "L'occhio che si dice finestra dell'anima, è la principale via donde il comune buon senso può più copiosamente e magnificamente considerare le infinite opere di natura."

Per quanto riguarda  le dimensioni ve ne sono di tutte le misure : giganteschi (dinosauri, ippuriti  …). e microscopici ( microfossili  come batteri , protisti….). Il loro numero è considerevole e in continuo aumento,  tenendo in ogni caso presente che solo una piccolissima parte degli organismi vissuti nel passato si è conservata allo stato fossile. Si possono trovare isolati , ma più spesso sono raggruppati in alcuni strati e solo in determinate località  (località fossilifere segnate sulle carte geologiche con il simbolo (@). Raramente li troviamo tanto abbondanti da costituire rocce speciali come radiolariti , diatomiti , calcari a lumachelle … .

Sono giunti a noi con processi di fossilizzazione e cioè per mezzo di fenomeni fisici-chimici-biologici vari che sono intervenuti alla morte dell’organismo. Si sa che nell’aria  le parti molli sono rapidamente distrutte  dalla fermentazione,dalla putrefazione e dall’azione demolitrice dei batteri, mentre per le parti più dure (ossa di vertebrati , denti,conchiglie dei molluschi , scheletri di alcune spugne ,  chitina di particolari celenterati e dei corpi degli insetti )  ci vuole  maggiore tempo .

Comunque condizione essenziale della fossilizzazione è l’“enfouissement” (alla francese perché interramento o sotterramento suonano troppo macabri ) , che sottrae l’organismo all’azione di  agenti esogeni e predatori e che se più velocemente avviene , più facilmente avrà luogo la  fossilizzazione.

Anche la qualità del sedimento  e un ambiente anaerobico ( privo di ossigeno) sono importanti tanto che in casi eccezionali si possono ritrovare  parti molli in cere minerali , in resine vegetali (insetti nell’ambra) e nei ghiacci (mammuth della Siberia).

Sono chiamati fossili guida quella particolare categoria di fossili  utili per individuare l'età del sedimento in cui sono contenuti. Ciò consente di stabilire una corrispondenza tra la presenza di un certo organismo e l'età della roccia.  Devono quindi avere determinate caratteristiche : facile riconoscimento , ampia distribuzione geografica , grande velocità di diffusione, abbondanza e facilità di ritrovamento e un’ampia diffusione nel tempo ( Trilobiti per il Paleozoico , Ammoniti  e Belemniti per il Mesozoico , Mammiferi ungulati per il Cenozoico).

Non meno importanti sono i fossili di facies  caratteristici e tipici di un particolare ambiente sedimentario.  Particolare attenzione va prestata ai cosiddetti fossili rimaneggiati, organismi trovati in una roccia più giovane di quella in cui si erano originariamente deposti, che possono creare problemi di riconoscimento.

Per quanto riguarda il processo di  fossilizzazione si individuano le seguenti modalità:

                                                     

 

·     modello esterno o impronta quando l’organismo si appoggia sul sedimento lasciando la sua impronta. In condizioni particolari si possono avere impronte anche di parti molli, come le meduse del Precambriano. Sotto a sinistra modello interno ed esterno di ammonite del calcare di Prezzo a Lenna , a destra impronta di lamellibranco della Formazione di Gorno a S.Giovanni Bianco.

                                             

 

      

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Ricordiamo infine lo sviluppo della micropaleontologia  che ha come oggetto lo studio dei fossili microscopici (batteri , protisti etc.) ; tra i più interessati vi sono  i foraminiferi , le globigerine e recentemente i nannofossili calcarei. Questi ultimi sono alghe calcaree unicellulari che vivono nelle acque superficiali degli oceani e costituiscono una parte importante dei calcari pelagici dalla fine del  Giurassico in poi ; la loro abbondanza , la loro rapida evoluzione e il loro buono stato di conservazione nei sedimenti ne fanno degli indicatori estremamente importanti per costruire scale stratigrafiche molto precise.  Sono organismi unicellulari che secernono microscopiche placchette di calcite , dette coccoliti, che si incastrano tra loro per formare una scheletro esterno di forma sferica e quando l’ alga muore, i coccoliti si separano e si depositano sui fondali marini mischiandosi ai vari sedimenti.   

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La successione della Maiolica è stata datata in modo particolareggiato studiando proprio il contenuto in nannofossili calcarei.   

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Grazie ai fossili si è potuto ricostruire almeno in parte la meravigliosa avventura  dell’evoluzione della vita sulla Terra una  storia lunga  circa  4,8 miliardi di anni  , ricca di eventi e di colpi di scena spettacolari , di enigmi e  di misteri  insoluti ,  capace  ancora oggi di alimentare  speranze ed illusioni  di scienziati , religiosi , filosofi e semplici  “sceriffi di provincia “come il sottoscritto,  non a caso appellato dai familiari  “fossile vivente”.

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