15.  ROCCE SULLA STRADA E DINTORNI DA VILLA D'ALMÈ A SEDRINA

 

 

Colle di Bruntino

Nella zona di Villa d’Almè, oltre che nei pressi del fiume, è possibile, sul colle di Bruntino, esaminare ulteriormente le formazioni  della Maiolica, del Calcare ad Aptici , delle Radiolariti , la Formazione di Sogno e il Calcare di Domaro . Parcheggiata l’auto a S.Mauro , si prende la strada sterrata verso Ca Freri, poco prima della quale affiorano stratificazioni di Maiolica , Calcare ad  Aptici e  Radiolariti, queste ultime notevolmente ondulate ; la giacitura gli strati mantiene i seguenti valori N 180 – 25/40 Nord Est.  Sotto una serie di foto scattate in questo tratto.

                                                                            Maiolica                                                                    Calcare ad aptici                                                                                                     

                      

                                                                        Passaggio Calcare ad aptici -radiolariti                           Pieghe nelle Radiolari

          

 

Aggirando il colle  affiorano il calcare di Moltrasio, il   Calcare di Domaro  e poi, sulla strada larga e sterrata che riporta a S. Mauro, sono visibili affioramenti con pieghe e piccole faglie della Formazione di Sogno, delle Radiolariti, del Calcare ad Aptici e della Maiolica ; la  giacitura si mantiene generalmente N 180 – 20/25 Nord Est . Interessante il passaggio molto netto dalla Formazione di Sogno alle Radiolariti  ( foto sotto).

Passaggio F. di Sogno -Radiolariti

 

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Proseguiamo il nostro viaggio e , superata la curva del Casino, sulla destra, coperto da un muraglione di protezione, ritroviamo il Calcare di Moltrasio fino al viadotto della Botta . Per osservare significativi affioramenti della formazione prendere la deviazione per Campana e parcheggiare l’auto all’altezza dell’abitato n.3 ; dopo aver chiesto regolare permesso , scendere lungo la comoda e serpeggiante stradina sterrata  che  porta sul greto del Brembo proprio di Fronte alla Centrale idroelettrica di Clanezzo sita in uno slargo del fiume . Il Calcare di Moltrasio si presenta in strati compatti con strisciature nere e giacitura  N175 – 28 Nord Est.

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Botta

Tornati sulla Statale al di là del viadotto della Botta l'alta rupe  a destra sul bordo della strada è formata da stratificazioni del Calcare di Domaro con giacitura N 350 - 37 Nord Est, così come la scarpata che scende al fiume , al di sotto la statale , fino alla valletta del cimitero di Botta ( foto sotto).

               

Sopra la galleria   le stratificazioni sono fitte e ben visibili e in alto a destra si nota una  interessante piega a esse (foto sotto).

               

 

Superata la galleria e parcheggiata l’auto in prossimità del cimitero è possibile effettuare una osservazione dettagliata degli strati del Calcare di Domaro . Nella curva del Maivisto   si può notare come gli strati formino una debole sinclinale . Infatti l’immersione, all'entrata della galleria (foto a sinistra ) tende a nord, mentre  all'uscita della stessa (foto a destra) tende a sud.

                  

Se ci spostiamo di fronte al cimitero vedremo  gli strati strizzati nella morsa del ripiegamento a formare una stretta piega sinclinale.  Si osservi come  presenti un piano assiale fortemente inclinato e sia fratturata per il fenomeno di distensione subito dalla periferia della piega e di compressione del suo nucleo (foto sotto).

 

Proseguendo verso il Lisso, poche decine di metri dopo il ponte del Maivisto, vi è una  potente faglia tra il Calcare di Domaro e il Calcare di Moltrasio,  non chiaramente  visibile per il muraglione che protegge la statale.                         

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Mediglio e Valle del Giongo

Prendendo dal Cimitero dela Botta  e salendo sulla strada che porta al paese deviare per Mediglio , dove, poco sopra, affiora in bella vista nel muro di sostegno di un giardino la formazione di Sogno . Poco più avanti  , alla deviazione per prati Parini, prendere la strada sterrata e parcheggiare  l'auto.  Proseguendo per un centinaio di metri si susseguono le Radiolariti , il Rosso ad Aptici e superata la valletta  il calcare di Domaro.

Nel ritorno parcheggiata l’auto nella zona della Chiesa della Botta, dopo alcune centinaia di metri, si prende per la Valle del Giongo che presenta interesse  paesaggistico oltre che geologico; una comoda mulattiera segue il corso del torrente e risalendo ritroviamo le formazioni che abbiamo incontrato nella zona della chiusa di Villa; all’inizio Calcare  di Domaro, poi  Formazione di Sogno , Radiolariti,  Calcare ad aptici e , proseguendo all’ombra delle latifoglie lungo la sponda del torrente fino Cà Giongo, la Maiolica  . La giacitura degli strati si mantiene N 0 – 22 Ovest.

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Lisso

A questo punto si può ritornare a Botta  e proseguire verso il Lisso .

N.B.-  Il muraglione  non permette sulla strada di vedere  il calcare di Moltrasio  che si può però esaminare  nella sottostante sede della vecchia ferrovia : sotto il Maivisto troviamo il calcare di Domaro in strati N 300 subverticali , proseguendo a nord  segue il calcare di Moltrasio N 315 subverticali  .

Parcheggiamo l'auto di fronte alle grotte del Lisso, le cave da cui una volta  " usciva in estate una vampata d’aria fresca, refrigerante, che penetrando negli alveoli ti ridava quella forza vitale, quel tono, quella vigoria ammosciate e soffocate dall'inquinamento e  dai  mefitici vapori delle città" .

Nell’angolo sud della cava a destra (foto sotto a sinistra) strati del Calcare di Moltrasio incurvati  e a seguire un potente serie stratificata (foto sotto a destra), Nord 65 - 25 Sud Est, con le due famose gallerie.

                 

Il dosso del Lisso purtroppo impedisce l'arrivo dei raggi solari sul paese di Sedrina per  tre lunghi  mesi invernali con le relative gelide conseguenze ; basterebbe spostare un poco più a nord le azioni di scavo con relativo  abbassamento della montagna per avere un duplice risultato : nuovo materiale per l’industria di cemento e  il sole d’inverno nel paese .

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Prima di entrare in Sedrina sulla destra stratificazioni del calcare di Sedrina(foto sotto).

Sedrina

Conviene lasciare  il viadotto a due corsie ed  entrare per la vecchia provinciale nell’abitato di Sedrina, costruito su un terrazzo del Brembo a 328 metri sopra il livello del mare . Attraversandolo  è d'obbligo fare una sosta per visitare la Parrocchiale che, oltre all’elegante facciata in pietra locale  ,conserva nel suo interno ,collocato sull'altare a destra del maggiore,  un capolavoro del 1542 di Lorenzo Lotto : una pala che rappresenta una Madonna con il Bambino in gloria e i Santi Giovanni Battista, Francesco, Girolamo e Giuseppe. Sul lato nord della chiesa vi è una stradina piuttosto malconcia che porta alla sede della ferrovia dove affiorano stratificazioni  del calcare di Moltrasio , N240-10/20 Sud Est ;  proseguendo  a nord sulla ferrovia verso i ponti , dopo la stradina suddetta,  gli strati tendono a raddrizzarsi , N 310/340 – 80 Nord Est , e alla prima galleria calcare di Sedrina , N 315  subverticali , e a seguire dolomia a Conchodon pure in strati subverticali.

Sulla statale , al parcheggino dove scende la rampa del viadotto poco prima del vecchio ponte che porta al bivio di Brembilla, imponenti stratificazioni del calcare di Sedrina N340 – Nord Est subverticali  (foto sotto).

L’imponente viadotto a quattro corsie piazzato in mezzo alla valle toglie attrattiva allo spettacolare  paesaggio dei ponti che attraversano la stretta insenatura del Brembo  progettati in epoche diverse, con relativi materiali e tecniche : quello per Ubiale che pemette di vedere il solco profondo del fiume fino al Lisso, il ponte in pietra dell’ex-statale, che  si trova sulla storica "Strada Priula" (antico collegamento fra Bergamo e la Valtellina attraverso il Passo San Marco), e il ponte della rimpianta ferrovia . Da ricordare che i tre ponti ad arco, due sul Brembo e uno sul Brembilla , costituiscono uno dei primi esempi  di utilizzo del calcestruzzo armato innovativo per l’epoca in quanto  evitava di ricorrere a  problematiche impalcature in una valle così profonda e scoscesa.

Nelle grandi cave presso i Ponti, di Castiolo , nel Comune di Ubiale Clanezzo  e di Cacosio ,nel Comune di Sedrina, si estrae in superficie e in sotterraneo calcare per fabbricare la calcina. La  formazione interessata è la Dolomia a Conchodon che presenta una percentuale di carbonato di calcio pari al 98%; lo spessore è di circa 150/180 m in strati verticali con a tetto il Calcare di Sedrina più siliceo e a letto il Calcare di Zu più marnoso .

Scendendo poi sul greto del fiume alla confluenza con il torrente Brembilla tra due pareti a strapiombo si ha l’opportunità di apprezzare meglio il taglio operato dal Brembo nella compatta Dolomia a Conchodon e il suggestivo e spettacolare scenario offerto dal fiume e dai ponti. Qui come in un feedback la fantasia corre allo spericolato salto nelle vorticose acque sottostanti  del mitico Pacì Paciana, il Che Guevara nostrano, " ol Padru'" dè la Val Brembana”, che al grido  “ ma non di questo pelo “ sfuggiva alle attonite guardie francesi che già pensavano di avere la volpe nel sacco!

             

Dai ponti risalendo per un centinaio di metri la Val Brembilla si può ammirare lo splendido ponte medievale del Cappello (foto sotto), impostato a schiena d'asino, che segnava l'inizio della Strada Taverna e anticamente utilizzato da coloro che, provenienti da Almenno, volevano risalire la Val Brembana passando da Ubiale.

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Cler e Benago

Un interessante diversivo  è la salita che da Sedrina porta a Cler (q. 526 m) lungo la quale si possono osservare  numerosi affioramenti del Calcare di Moltrasio.  Da Cler,lasciata l’auto al parcheggio , si prende una larga e comoda strada sterrata tagliata nel Calcare di Moltrasio fino a  Benago. Gli strati si mantengono subverticali con direzione N 310/315 .

Benago  si può anche raggiungere in auto salendo da Sedrina, zona ponti. Lungo la strada asfaltata  affiora dapprima la Dolomia a Conchodon (cava), poi Calcare di Sedrina (zona canale) e a seguire il Calcare di Moltrasio.A Benago vi sono alcune curiosità , come le ammoniti sulla pavimentazione esterna della chiesetta, che però non sono rocce della valle, e “murata” nella parete nord  dell’ultima casa  una bella ammonite nostrana ( chiedere gentilmente al robusto proprietario , il “Barba”, le modalità del suo ritrovamento) (foto sotto).

               

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Clanezzo- Ubiale

Dopo cimitero di Clanezzo alla deviazione Foppa affioramento di Calcare di Sedrina con giacitura N 340 – 28 nord est .

Proseguendo fino al bivio di Bondo stratificazioni del Calcare di Moltrasio  con giacitura che si mantiene N 310/330 – 30 N e con alcune ondulazioni  .

Alla deviazione per  Bondo stretta sinclinale  del  Calcare di Domaro con giacitura N100/70 –40/32 Sud (foto sotto)  .

Subito dopo il Bondo insediato su depositi alluvionali   riaffiora il Calcare di Moltrasio in strati subverticali , N 130 immersione  Sud Ovest , e in prossimità della Valletta presenza di  faglie (foto sotto) .

                   

Alla valletta parcheggiare  l'auto e prendere prendere il sentierino  che porta al canale sottostante e al fiume, dove affiorano una serie di stratificazioni selcifere, probabile tetto del Calcare di Sedrina che affiora più avanti nel canale , con giacitura  N310-40 sud (foto sotto)

           Selce                                                          Calc. Sedrina nel canale

                   

 

 Dopo la valletta  proseguendo verso Ubiale  ancora Calcare di Sedrina in belle stratificazioni  nere N 320 suborizzontali.  Superato il cimitero del paese, dopo la galleria , Calcare di Moltrasio , Nord 350-10/20 Nord Est  e poi , un centinaio di  metri prima della galleria che porta alla cava,  calcare di Sedrina in stratificazioni verticali Nord 85 . Ai Ponti Dolomia a Conchodon , in realtà è calcare (basta fare la prova con l’acido), con stratificazioni subverticali.

N.B.- Salendo da Ubiale verso Ca' Bonorè si raggiunge la ex cava che si sviluppa  in lunghe gallerie nel calcare di Moltrasio che si presenta in apprezzabili e potenti stratificazioni , Nord 130 suborizzontali con leggera tendenza a Nord (foto sotto) . Fino a poco tempo fa all'interno si coltivavano e smerciavano ottimi funghi champignon , ora sono utilizzate come Poligono di tiro.

Calcare Moltrasio prima del Poligono tiro                             Calcare di Moltrasio al Poligono tiro

       

 Poco sopra altre cave nel calcare di Moltrasio a Sottocorna(foto sotto).

 

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