CAPITOLO TERZO (DOMINIO PALEOZOICO)

 

(VEDI CAPITOLO I° -SGUARDO GEOLOGICO D'INSIEME )

 

LA VALSECCA

 

Al lago Bernigolo di Lenna abbiamo  fatto il primo incontro con una formazione del Paleozoico, il Verrucano Lombardo . Alla fine dell'era, durante il Permiano (da 280 a 248 m.a.),  il bacino orobico , ormai completamente riempito dai sedimenti depositatesi nel Carbonifero, pertanto la nostra regione era emersa e si presentava come  una vasta area continentale a varie morfologie , fu ricoperto da una  grande quantità di materiale alluvionale riversato da torrenti e fiumi : ghiaie e sabbie , formate da frammenti di rocce metamorfiche e vulcaniche, in parte derivanti dallo smantellamento degli antichi rilievi formatesi durante l'orogenesi ercinica del Siluriano, in parte  dalla demolizione  di locali  apparati vulcanici . Dai lenti processi diagenetici di questi depositi alluvionali si è formato il Verrucano , che proprio per le modalità da cui ha tratto origine , viene considerato una formazione di tipo continentale.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

IL VERRUCANO

 

L'unità in oggetto è costituita da un  conglomerato a ciottoli più o meno arrotondati , a volte molto grossolani soprattutto nella parte basale , di quarzo, color bianco roseo, e di vulcaniti  di colore rossastro, per la presenza di porfidi , ma anche verdognolo ed intercalati, in particolare verso l'alto, con elementi più fini come arenarie e siltiti di colore rosso scuro. Gli strati hanno un aspetto massiccio e variano da 1 a più metri.

Lo spessore del Verrucano  in Valle dovrebbe essere sui 200  m .

La formazione è praticamente priva di fossili.

L’età , basandosi sulla posizione stratigrafica e su fossili ritrovati in altre zone, è riferibile al Permiano Superiore , fase finale del Paleozoico.

L’ambiente di deposizione è di tipo alluvionale continentale, con materiale ghiaioso e sabbioso.

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata inferiormente dalla formazione di Collio , mentre il limite superiore è con  il Servino , formazione che segna l'inizio di una  lenta, ma progressiva sommersione del nostro bacino da parte del mare .

N.B. Il Verrucano , detto anche serizzo,  per la sua durezza e compattezza è stato ed è tuttora utilizzato per la costruzione di muri , case , selciati  , macine , rivestimenti per interni, oggetti di uso domestico ed anche fontane ( Valnegra).            

 

 

Quadro riassuntivo

 

Nome formazione

     Verrucano Lombardo

Simbolo

Caratteri litologici

Conglomerato a ciottoli di quarzo e di vulcaniti  di colore rossastro, ma anche  verdognoli  ed  arenarie  e  siltiti   di colore rosso scuro

Affioramento

Laghetto Bernigolo-Val Secca (Bordogna-Roncobello)

Misura di strato

 

Spessore

Nell'area in questione circa  200 m   

Fossili

Assenti

Età

Permiano Superiore

Ambiente di deposizione

Ambiente di tipo alluvionale  continentale

Rapporti stratigrafici

Superiormente con il Servino

Inferiormente con  la formazione di Collio

Altri affioramenti  in valle

Il Monte Torcola- Valle del Brembo da Moio a poco prima di Fondra - zona  dei Laghi Gemelli - il Pizzo del Becco - Monte Corte - Monte Pradella

 

     

-----------------------------------------------------------------------------------------------

 

Ripartiamo da Piazza Brembana e  prendiamo la strada per Branzi lasciando la  statale al bivio per Roncobello dove abbiamo già visto il massiccio Verrucano che in pratica troviamo sulla sinistra del percorso  fino a Bordogna. Nelle foto sotto la valle del Brembo di Fondra al ponte e gli affioramenti di Verrucano lungo la salita.

                                 La valle al ponte                                                                                   Verrucano lungo la salita

         

 

                           

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

                                      

 

                                                          Una caratteristica costruzione su spuntone di Verrucano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Valsecca  dal punto di vista idrografico  è percorsa dall'omonimo il torrente  che nasce al Passo di Marogella, passa da Capovalle e Roncobello, e confluisce, dopo circa 9 km, nel Brembo, all'altezza della centrale idroelettrica dell'Enel. Dal punto di vista geologico la valle  è impostata su una faglia che da Bordogna , passando per Roncobello , Capovalle e Mezzeno, arriva al Passo Marongella per continuare in Val Seriana . Questa linea tettonica che  arriva in modo spezzettato  verso Est fino a Valtorta , in pratica separa due domini : a Sud le rocce Triassiche , calcareo dolomitiche, e a Nord  quelle Paleozoiche , a parte il Verrucano, quasi  tutte metamorfiche. La Valsecca è stata poi modellata in parte nel Quaternario dall'azione  di piccoli ghiacciai che hanno  lasciato vari  depositi morenici .

Bordogna, 656 s.l.m, che sorge sui depositi glaciali e di versante  , è sicuramente la contrada più antica ( 1200)  della Valsecca  , da visitare l'interessante e particolare  chiesa Parrocchiale , la Cappella della Peste (1630)  e i pochi ruderi , mura di cinta e due torri , dell' antico castello medioevale  che si raggiunge seguendo la vecchia mulattiera Cavallera.

Di fronte i potenti banconi di Verrucano che formano il monte Torcola..

 

 

Proseguendo , al cartello che indica il termine della frazione,  riaffiora il Verrucano (foto sotto).

 

 

 

 

Poco sopra troviamo il contatto tra Verrucano e Servino (foto sotto) .

 

 

                       

 

Prendiamo la deviazione per il Mulino scavata nei conglomerati di versante, presente in grossi massi ai bordi della valle , e raggiungiamo  l'antico edificio che ospita il torchio (foto sotto).

 

Nelle vicinanze , sotto l'antico ponticello che porta alla Contrada Valsecca , il torrente mette a nudo belle stratificazioni di Servino , Nord 95-60 Sud, mentre risalendo la valle dopo il Mulino , laddove sono presenti le impalcature della condotta dell'acqua che fa girare la grande ruota,  di nuovo il massiccio Verrucano.

                                       Stratificazioni del Servino                                                    

       

 

 Verrucano

 

Torniamo e riprendiamo per Baresi dando un'occhiata ai calanchi della Carniola visibili sull'altro versante (foto sotto).

Baresi (m. 875) gode di  posizione davvero invidiabile , con molte case costruite col Verrucano , qui ricoperto da depositi glaciali e di versante. Interessante la Parrocchiale per gli studi effettuati sul suo particolare orientamento astronomico e il sottostante parco ricco di sculture , rocce e fossili (foto sotto).

La contrada offre anche un ottimo punto d'osservazione dell'imponente detrito nel vallone che scende dalle pendici del Menna nella valle dell'Asino : ol gerù.  

 

 

 Prima di arrivare a Roncobello , in zona  cappella di San Rocco  del 1630,  la strada , a picco sulla valle , è tagliata nei banconi del Verrucano (foto sotto).

       

Roncobello  (1.010 s.l.m) , centro turistico della Valsecca, con la sua interessante  Parrocchiale ricca di opere seicentesche , si apre in un pianoro , bello e soleggiato, costituito  da depositi glaciali e di versante. Motivo particolare di orgoglio è la pista per lo sci di fondo che attrae nel periodo invernale molti appassionati di questa disciplina.

Di fronte al parcheggio della pista uno spuntone di Servino .

 

Proseguiamo verso Capovalle  sulla strada principale  e prima dell' Hotel "Milano", svoltare a sinistra , via Papa Giovanni XXIII ,  e seguire le indicazioni  per le falesie e  la " Porta delle Cornacchie". Dopo aver parcheggiato facciamo una passeggiata sulla mulattiera che ci conduce alla Porta delle Cornacchie  sita a circa 1200 m sul crinale  che dà sulla valle di Fondra. Interessante l'allineamento dei monoliti di Verrucano  , lisciati e squadrati  , che hanno stimolato l' ipotesi  di  un'opera  di  antichi abitanti   per motivi religiosi. o forse difensivi. Personalmente ritengo che  l' azione degli agenti atmosferici combinata con le glaciazioni abbiamo modellato nel tempo il compatto Verrucano creando questi particolari massi. In prossimità le falesie per l’arrampicata sportiva .

Tornati procediamo  verso Capovalle (1.130 m) su coperture di depositi glaciali e di versante e con affioramenti del calcare di Angolo visibili solo nel  torrente. Anche la frazione ha una particolare chiesetta dedicata alla Madonna della Neve. A questo punto non si può far altro che proseguire, in uno scenario naturale di particolare bellezza, lungo i sei chilometri di strada asfaltata verso le Baite di Mezzeno , in pratica viaggiando quasi sempre su depositi di versante ed avendo in alto a sinistra  affioramenti di Verrucano e sui 1550 m anche della formazione di Collio.

Subito dopo Capovalle  alla piccola chiusa nel torrente si possono vedere  stratificazioni del calcare di Angolo , Nord 95-32 Sud (foto sotto).

       

Per raggiungere  la zona  dove si apre  la grotta del Buco del Castello , un abisso verticale  di grande interesse per gli speleologi, occorre prendere  la sterrata che inizia sulla destra poco oltre la chiusa e alla fine continuare nel sentiero  che  costeggia per un buon tratto il torrente , poi scendere  , guadarlo  e  in breve si raggiunge l'ingresso della grotta posto pochi metri sopra il fondovalle a 1320 circa. Nei dintorni , in uno scenario piuttosto inquietante, numerose forme carsiche di superficie , gli effetti delle acque dilavanti  sul calcare di Esino (foto sotto).

 

  Ingresso della grotta                                             Esino dilavato e scavato    

         

 

                                                                                         Massi e calanchi

         

 

Chi vuole ed è in grado di  muoversi con sicurezza in questo suggestivo ,  ma  pericoloso ,  ambiente carsico,  può procedere , in parte nel torrente , in parte sul sentiero a sinistra, e risalire per un quarto d'ora  circa fino a raggiungere  una spettacolare cascata con poco sopra la grotta del Pozzo del Castello o Buco del Pozzo .

Tornati al bivio della chiusa  risaliamo la strada tra imponenti depositi di versante , dovuti all'accumulo di frammenti rocciosi  del Verrucano , e , dopo il tornante n. 4 , affiora la Carniola (foto sotto).

       

Proseguendo affiorano strati del calcare di Angolo , Nord 60-80 Sud Est , con sull'altro versante  scoscese pareti dell'Esino (foto sotto).        

        

 

A seguire l'Angolo prima del tornante n. 5   affiora , in faglia ,il calcare di Esino.

Al tornante n 6 ancora Carniola e poi sempre in faglia calcare di Esino.

                                                                           Carniola                                                                   Esino 

         

 

Il calcare di Esino affiora anche al tornante n 9 e infine a q.1550 troviamo un affioramento di Servino  (foto sotto) Nord 100-85 Nord ,  e a seguire detriti in parte provenienti dalla sovrastante formazione di Collio , formazione che avremo modo di trattare in maniera approfondita nel successivo itinerario a Branzi.

 

 

 

Il percorso si conclude alla  spettacolare conca delle Baite  di Mezzeno (1600 m) sita su depositi glaciali e di versante  e punto di partenza per numerose escursioni  a ragione considerate tra le  più belle di tutte le Orobie occidentali  .

 

Torna pagina iniziale

Continua