CAPITOLO SECONDO (DOMINIO TRIASSICO)

(VEDI CAPITOLO I° -SGUARDO GEOLOGICO D'INSIEME )

ZOGNO   E  DINTORNI

Superati i Ponti di Sedrina dal dominio Giurassico si passa al dominio Triassico : si torna indietro nel tempo e non ci si deve meravigliare che rocce più antiche si trovino  più in alto di quelle più recenti poste a quote inferiori , contrariamente a quanto enunciato dal principio di sovrapposizione. Il tutto si spiega con spinte differenti durante l’orogenesi: le rocce dai ponti in poi hanno subito un innalzamento superiore rispetto alle rocce poste più a Sud.  Se nel Giurassico abbiamo visto rocce che si sono formate in ambiente di mare profondo , pelagico, in precedenza, nel Triassico Superiore , il territorio era quasi interamente ricoperto dal mare con bacini chiusi , lagune e con fondali bassi e fangosi di tipo tropicale. In tale ambiente poco ossigenato  si crearono le condizioni favorevoli per la fossilizzazione di pesci e rettili, che sono così giunti a noi conservati in modo ottimale , che vedremo con il Calcare di Zorzino e che si trovano al Museo di Zogno e di San Pellegrino. Attorno si formarono  piattaforme con scogliere carbonatiche costruite da coralli , alghe e  spugne, e con abbondanti molluschi . Ricordiamo  che anche  i mari triassici ospitano  i discendenti delle ammoniti , belemniti, brachiopodi e crinoidi  .  I sedimenti  che si sono depositati in tali ambienti , in condizioni che attualmente si trovano nelle barriere coralline delle aree oceaniche del tipo delle Bahamas ,  hanno dato origine alle formazioni rocciose che troviamo dai ponti di Sedrina a Zogno e dintorni : Calcare di Zu, Argilliti di Riva di Solto , Calcare di Zorzino , Dolomie Zonate e Dolomia Principale. Percorrendo la  vecchia statale , all’incrocio  della valle di Brembilla, zona cave , alla galleria  subito dopo il ponte, affiora il calcare di Zu fino a poco oltre  le grotte delle Meraviglie. Gli strati si presentano ben impaccati ,immersione N 330 - 80 Nord sub verticali (foto sotto).

            Bivio di Brembilla                                      Dietro la galleria

                  

 

Le Grotte delle Meraviglie , scoperte e pubblicizzate dal mio compaesano Ermenegildo Zanchi,   si aprono entro il calcare di Zù  al di sopra del muraglione posto a protezione della statale prima di entrare nella galleria di Zogno ( foto sotto).

Rappresentano un classico esempio di carsismo. Presupposto fondamentale affinché vi sia sviluppo di questo particolare fenomeno è la presenza di rocce carbonatiche (calcari , dolomie, calcari marnosi, marne.....);  l'acqua , infiltrandosi attraverso fratture e porosità, ha la capacità  di sciogliere il  carbonato di calcio (insolubile ) trasformandolo in bicarbonato di calcio (solubile e che viene portato via ) secondo la seguente equazione chimica , favorita dalla presenza dell'anidride carbonica

H2O + CO2 + CACO3 = (CA (HCO 3) 2

acqua + anidride carbonica + carbonato di calcio -> bicarbonato di calcio

Questa azione provoca di conseguenza la formazione di cavità sotterranee : quelle più orizzontali  sono gallerie o grotte , quelle subverticali  pozzi ed abissi. Lo stillicidio dell'acqua dalle pareti rocciose provoca  a sua volta   la precipitazione del carbonato di calcio in  varie concrezioni: stalattiti (dal tetto verso il basso) , stalagmiti (dal basso verso l'alto), colonne (unione di una stalattite con una stalagmite)  e svariate concrezioni. Le  grotte delle Meraviglie sono quindi un effetto di questi lenti processi chimici dovuti alle acque di infiltrazione , ma a mio parere molto contribuirono alla loro formazione le acque del Brembo che un tempo scorrevano molto più in alto dell'attuale alveo.

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Alla galleria  prima della Centrale Elettrica , zona parcheggio delle grotte delle Meraviglie  e all'uscita della stessa, ancora stratificazioni del calcare di Zu , Nord 340- 70 Nord Est , che salgono su fino a formare la famosa sinclinale/anticlinale/sinclinale della Corna Rossa (foto sotto).

              

 

Subito oltre , dove attualmente si sta lavorando per la nuova galleria, si nota un potente deposito alluvionale , con ciottoli arrotondati , che ricopre il calcare di Zu ( foto sotto).  

Da qui si apre la vasta e piana conca di Zogno , scavata,  oltre che nei depositi alluvionali ,  in rocce piuttosto fragili, sfaldabili ,poco resistenti e quindi pù facilmente  degradabili: sono argilliti e marne che appartengono alla formazione delle Argilliti di Riva di Solto. Nel tempo  il Brembo , con la sua costante azione demolitrice , le ha sgretolate , trasportate via e depositate lungo il suo percorso e all'uscita della valle , plasmando poco a poco  lo slargo  su cui si è insediato il paese con  vari  terrazzamenti dai pendii  addolciti.  Le Argilliti di Riva di Solto affiorano lungo il fiume fino  alla zona  Convento . 

Panoramica di Zogno

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Superata la centrale elettrica , prendendo la prima strada a sinistra , si sale da Inzogno verso Al Boer dove in successione troviamo depositi alluvionali , Argilliti di Riva di Solto, un piccolo affioramento del Calcare di Zorzino  (non facile da individuare ,  nascosto in una zona coperta da vegetazione , ma d'altra parte qui fa la sua prima apparizione , avremo comunque occasione ,proseguendo nel nostro itinerario, di trovare affioramenti  più abbordabili ) e Dolomie zonate , con sotto la Dolomia principale che affiora alla sinistra della strada fino all'ex stabilimento Polli e che ritroveremo sulla sinistra della statale fino a S. Pellegrino Terme.

Ricordo nel calcare di Zu , sopra Inzogno , le falesie per gli arrampicatori e la  grotta dei Ladri.  Il mito della caverna , dove Platone immagina rinchiusi gli uomini , forse spingerà la vostra curiosità alla ricerca su questo versante di altre misteriose grotte :  “ Coren Büs” (pare rifugio segreto del Pacì Paciana) , la Buca di Costa Cavallina (con reperti di sepolture umane)  e il "Bus di tri' fradèi" ( 7 scheletri di Orso delle Caverne).......

Ma vediamo ora in dettaglio  le formazioni che incontriamo a Zogno e dintorni e che ritroveremo anche nel proseguio del nostro itinerario : Calcare di Zu, Argilliti di Riva di Solto , Calcare di Zorzino , Dolomie Zonate e Dolomia Principale.

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Calcare di Zu

Il Calcare di Zu è costituito da un’alternanza di calcari, calcari marnosi  grigiastri,  a stratificazione media nella parte superiore, e , nella inferiore , da calcari e marne con alternanze di argilliti nerastre sottilmente stratificate.

Lo spessore della formazione dovrebbe essere compresa tra 400 e 500  metri.

I fossili sono numerosi e costituiti essenzialmente da celenterati ( coralli), ma anche da spugne, brachiopodi, crinoidi, lamellibranchi . Raramente si possono rinvenire anche denti di pesci e rettili. Tra i microfossili ben rappresentati sono i foraminiferi, protozoi marini , apparsi forse già nel Cambriano, molti dei quali dotati di  scheletro , un "guscetto" che ne permette la fossilizzazione  nelle rocce sedimentarie di origine marina.

L’età del Calcare di Zu  è attribuita , in base  alla posizione stratigrafica e al contenuto in fossili, al Retico.

L’ambiente deposizionale è quello di mare poco profondo, in bacini chiusi e lagune a sedimentazione mista carbonatica/marnosa/argillosa.

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata superiormente dalla Dolomia a Conchodon  con calcari  stratificati  in modo abbastanza netto, mentre il limite inferiore  con le Argilliti di Riva di Solto  è rappresentato da straterelli calcarei  che si alternano con argilliti di colore nerastro.  

Reagisce vivacemente all’acido cloridrico diluito se calcare , meno quando marnoso .

Quadro riassuntivo

Nome formazione

                  Calcare di Zu

Simbolo

 

 

Caratteri litologici

Calcari, calcari marnosi  grigiasti,  a stratificazione media , e  di argille  nerastre sottilmente stratificate,

Affioramento

All’inizio Valle Brembilla – Grotte Meraviglie

Misura di strato

N 380/370 - 70/80 Nord 

Spessore

Nell'area in questione circa 300 metri

Fossili

Lamellibranchi, Brachiopodi, Coralli, Crinoidi, Spugne, Dasycladacee e Megalodonti. Tra i microfossili  -> foraminiferi

Età

Retico 

Ambiente di deposizione

Ambiente di  mare poco profondo

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Dolomia a Conchodon

Inferiormente con Argilliti di Riva di Solto

Altri affioramenti nella zona

Stabello – Camissinone-Zergnone - Somendenna

Zona fossilifera

Zergnone e dintorni

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Argilliti di Riva di Solto

Trattasi di argilliti e marne argillose nerastre o grigio scure, fogliettate, spesso intercalate con  calcari marnosi di colore simile. Sono rocce poste al di sotto della rigida Dolomia Principale e per la loro  maggiore plasticità hanno un comportamento più duttile, per cui si sono deformate subendo notevoli piegamenti . Seppure impermeabili , si dimostrano piuttosto fragili, sfaldabili e quindi più facilmente  erodibili : per questo motivo sono state  sgretolate e trascinate via dal fiume, originando la conca di Zogno.

Lo spessore della formazione ,non facile da calcolare per via dei piegamenti ,è compresa  tra i 200 e 400 metri.

I fossili in Val Brembana sono rari e scarsi , mentre in Val Imagna  sono stati trovati in particolare  lamellibranchi , pesci e crostacei.

L’età è attribuita , in base  alla posizione stratigrafica e al contenuto in fossili , trovati in altre zone , al Retico/Norico superiore.

L’ambiente deposizionale è quello di  mare poco profondo,  lagunare, limitato qua e là da terre emerse, caratterizzato da acque calde, poco ossigenate, con sedimentazione mista argillosa/ marnosa,   dovuta ad apporti terrigeni .

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata superiormente dal Calcare di Zu con passaggio graduale da marne a calcari via via ben stratificati , mentre il limite inferiore, prevalentemente argilloso, può essere con il Calcare di Zorzino , con le Dolomie Zonate o con la Dolomia Principale .

Non reagisce  all’acido cloridrico diluito nella frazione argilloso marnosa , un po’ con i calcari marnosi.

Quadro riassuntivo

Nome formazione

                  Argilliti di Riva di Solto

Simbolo  

 

Caratteri litologici

Si tratta di argilliti e marne argillose nerastre o grigio scure,fogliettate, spesso intercalate con  calcari marnosi di colore simile.

Affioramento

Inzogno e nel greto del Brembo fino al Convento

Misura di strato

Varie data la loro plasticità

Spessore

Nell'area in questione circa 200/400  metri

Fossili

Scarsi - per lo più Lamellibranchi

Età

Retico /Norico Superiore

Ambiente di deposizione

Ambiente di  mare poco profondo

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Calcare di Zu

Inferiormente con Calcare di Zorzino , Dolomie Zonate,DolomiaPrincipale.                                                                                

Altri affioramenti nella zona

Camissinone – Valle di Poscante -Grumello dei Zanchi-Ambria -Spino al B.

Altri affioramenti nella  valle

San Pellegrino Terme

Argilliti nel fiume con stratificazioni subverticali ( dietro al campo sportivo)

 

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Calcare di Zorzino

La formazione è in genere costituita da una  successione di calcari nerastri o grigio scuri  in strati variabili da pochi a 40/50 cm e con superfici planari, fetidi alla percussione . Il colore nero è dovuto  alla presenza di materia organica.

Lo spessore della formazione , non facile da calcolare potrebbe essere di circa 100 metri.

Il calcare di Zorzino,  in particolare negli strati marnosi sottilmente laminati,  è di grande interesse per  i numerosi fossili di pesci e vertebrati (rettili marini e volanti) e inoltre crostacei, echinodermi, coralli. Di notevole importanza paleontologica per la loro rarità sono quelli rinvenuti nelle  zone  di Endenna e Poscante , molti conservati nel museo dei fossili di Zogno ( vedi foto sotto).

L’età  è attribuita , in base  alla posizione stratigrafica e al contenuto in fossili , al Retico /Norico superiore.

L’ambiente deposizionale è quello di un bacino chiuso di piccole dimensione, abbastanza profondo   con fondali poco ossigenati ricchi di sostanza organica e  dove la rapida sedimentazione  ha creato le condizioni  ideali per la fossilizzazione dei pesci e dei vertebrati.

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata superiormente  dalle argilliti di Riva di Solto con passaggio piuttosto netto: da calcari neri ad argilliti/marne/calcari marnosi. Il limite inferiore è dato dalla Dolomia  principale .

Reagisce all'acido cloridrico diluito.

 

Quadro riassuntivo

Nome formazione

                  Calcare di Zorzino

Simbolo  

 

 

Caratteri litologici

Si tratta calcari nerastri o grigio scuri  normalmente stratificati

Affioramento

 Inzogno

Misura di strato

Nord 320 -60 nord

Spessore

Nell'area in questione ritengo circa 100 m

Fossili

Pesci e vertebrati

Età

Retico/ Norico Superiore

Ambiente di deposizione

Bacino di piccole dimensione,  ma profondo 

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Argilliti di Riva di Solto.

Inferiormente con Dolomia Principale .                                                                                

Altri affioramenti nella zona

Endenna  - Poscante-Ambria-Spino al Brembo

Altri affioramenti nella Valle

Santa Croce ?

Foto del   Museo dei fossili

L'importanza scientifica di questi  fossili , praticamente unici al mondo , si abbina anche un aspetto estetico affascinante che dovrebbe contribuire ad incrementare l'interesse di un sempre maggior numero di persone .

       Pesci

Rettili acquatici

     

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Dolomie Zonate

La formazione è costituita da depositi dolomitici di colore grigio/nerastro  in strati sottili/medi ,  generalmente laminati e comunemente fetidi.

Lo spessore della formazione ritengo potrebbe essere di circa 100 m

Dal punto di vista paleontologico  le Dolomie Zonate  si presentano praticamente prive di fossili ,il loro reperimento è una rarità. 

L’età , basandosi solo sulla posizione stratigrafica , è attribuita  al Norico.

L’ambiente deposizionale è quello marginale della  intrapiattaforma, con  un bacino di piccole dimensione , povero di ossigeno ,  e con accumulo di materie organica sul fondo.

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata superiormente  dal calcare di Zorzino o dalle argilliti di Riva di Solto . Il limite inferiore è con la Dolomia  principale .  

Non reagiscono  all’acido cloridrico diluito.

 

Quadro riassuntivo

Nome formazione

                  Dolomie Zonate

Simbolo  

 

 

Caratteri litologici

Si tratta dolomie di colore grigio/nerastro  in strati sottili/medi

Affioramento

Ad Inzogno , sopra Al Boer

Misura di strato

Nord 340-70 nord

Spessore

Nell'area in questione circa 100 m

Fossili

Assenti

Età

 Norico

Ambiente di deposizione

Bacino di piccole dimensione,  ma abbastanza profondo 

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Calcare di Zorzino o Argilliti di Riva di Solto.

Inferiormente con Dolomia Principale .                                                                                

Altri affioramenti nella zona

Endenna  - Ambria-Spino/Bracca

Altri affioramenti nella Valle

San Pellegrino- Santa Croc/eSpettino

Dolomie zonate nella zona dei lavori della seconda galleria

         

 

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Dolomia principale

È una formazione caratterizzata da dolomie e calcari dolomitici di colore vario, per lo più  grigio o grigio biancastro, di aspetto compatto e massiccio, a stratificazione indistinta o in grossi banchi . La parte inferiore è caratterizzata dalla presenza di dolomie scure laminate, da calcari e calcari dolomitici, generalmente ben stratificati in livelli da centimetrici a decimetrici, tale unità è nota come Membro Basale della Dolomia Principale

Lo spessore della formazione è notevole e  potrebbe anche  superare  i 1000 m.                                

I fossili sono numerosi , ma bisogna pur sempre trovarli , e costituiti essenzialmente  da lamellibranchi, gasteropodi  e alghe Dasycladacee . Degli invertebrati si è conservato solamente il modello interno, formatosi in seguito al riempimento delle cavità da parte di sedimenti che, dopo la loro trasformazione in solida roccia, riproducono la copia esatta della parte interna della conchiglia dell'animale.
L’età della Dolomia Principale in base alla posizione stratigrafica e ai fossili , è attribuita al Norico inferiore e medio .

L’ambiente deposizionale è tropicale con mari calmi, bassi e limpidi. Nel Mare di Tetide, l'antico Mediterraneo, vi erano  condizioni simili a quelle del Mare dei Coralli nel Pacifico o isole  tipo le Maldive o le Bahamas ; in  questa situazione di piana tidale, carbonatica si sono formate  scogliere calcaree di organismi coloniali bentonici , che vivono sul fondo , quali i coralli, madrepore,  molluschi , alghe e crinoidi . Una subsidenza continua, lento e graduale abbassamento del fondale, portò alla formazioni di  questi depositi depositi  carbonatici . L'orogenesi alpina  fece emergere le barriere coralline dalle profondità marine, esponendole all'azione degli agenti esogeni che le hanno conferito quell’aspetto caratteristico fatto di   pinnacoli ed guglie  bianco-grigiastre che le rende  inconfondibili. Proprio per il fatto che le dolomie sono spesso costruzioni di scogliera, si presentano con una stratificazione quasi sempre indistinta , massiccia , raramente stratificata.                                                                                                                                          Stratigraficamente la Dolomia Principale è delimitata superiormente dalle Argilliti di Riva di Solto  o dalle Dolomie Zonate , mentre  il limite inferiore è rappresentato dalla Formazione di S.Giovanni Bianco e dalla dolomia brecciata della Formazione di Castro (che vedremo in seguito).                   

Non reagisce all’acido cloridrico diluito.

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Sulla Dolomia Principale che caratterizza buona parte delle nostre montagne (M. Zucco di S. Pellegrino 1.366 m s.l.m. --Monte Sornadello 1.580  -- Monte Cancervo  1.840 -- Monte Venturosa 2.000 -- I monti della Valle Stabina  e  la Corna Grande 2090 ) ritengo doveroso fare altre considerazioni . Il nome di questa roccia è legato allo studioso francese Deodàt de Dolomieu (1750-1801), che per primo  individuò la prevalenza del carbonato doppio di calcio e magnesio che dà alle formazioni dolomitiche la loro singolare morfologia. Il carbonato doppio di calcio e magnesio ( CaMg(CO3)2 ) indica la roccia contenente il minerale dolomite in percentuale maggiore del 90% , per raggiungere il 100%interviene il calcare(CaCO3). In base alla quantità di dolomite presente si distinguono :

La presenza del calcare accanto alla dolomia è legata al fatto che entrambe in buona parte sono state costruite da organismi marini fissatori soprattutto del calcio, ma anche , pur limitatamente, del magnesio. Nella maggior parte dei casi la dolomia è il risultato della trasformazione del calcare attraverso il  processo della dolomitizzazione, che si attua in diverse modalità, di cui la principale è la sostituzione in rocce calcaree di origine organogena , del carbonato di calcio da parte del carbonato di magnesio,  grazie all’ infiltrazione di acqua marina magnesifera ( vedi dis. sotto).

I depositi primari di roccia dolomitica, a differenza di quello sopra descritto di origine secondaria , sono rari, perché la precipitazione chimica del carbonato di magnesio deve ritenersi eccezionale. La presenza  di parti più o meno abbondanti di dolomia , che è più resistente del calcare alla degradazione atmosferica (il carbonato di calcio viene disciolto  e portato via in soluzione , mentre il carbonato di magnesio resta)  produce l' inconfondibile scenario dolomitico, con  rilievi ricchi di canaloni,  guglie , torrioni , creste e pinnacoli rigorosamente grigiastro-chiari e quegli scenari suggestivi chiamati "orridi" , creati dai corsi dei torrenti ( gli orridi di Bracca  e della Val Taleggio).
Le rocce  dolomitiche sono però facilmente sfaldabili per cui  al piede delle pareti  si accumulano ghiaioni e falde di detrito di notevoli dimensioni , che avremo occasione di vedere risalendo la valle. Durante l’orogenesi alpina le enormi forze di compressione che hanno interessato il nostro territorio  hanno sollevato le  massicce e resistenti dolomie, che si sono comportate in modo rigido per cui si sono formate numerose fratture e  vari sistemi di faglie, e spesso sono scivolate e  sovrascorse  ricoprendo rocce più giovani . Il ritiro del  Mar Mediterraneo circa 5 milioni di anni fa permise al Brembo e ai suoi affluenti , con il contributo delle acque dilavanti e sotterranee , di incidere sempre più profondamente e di rimodellare continuamente la Dolomia principale, conferendole il caratteristico paesaggio che oggi la contraddistingue. Durante il processo diagenetico che porta alla formazione delle rocce dolomitiche (trasformazione di calcari in dolomie), la maggior parte dei resti degli organismi presenti nei sedimenti originari viene distrutta, lasciando la nuova roccia povera di fossili, per cui la potente successione della formazione della Dolomia Principale risulta poco fossilifera. La località fossilifera più comoda e sostanziosa è sulla strada  che porta al Carubbo dove sono ben visibili abbondanti fossili .
                                                                                                                                

Quadro riassuntivo

Nome formazione

 Dolomia Principale    

Simbolo  

 

Caratteri litologici

Dolomie e calcari dolomitici di colore vario, grigio più o meno scuro, alle volte biancastro , di aspetto massiccio , a stratificazione indistinta o in grossi banchi di alcuni metri di spessore.

Affioramento

Zogno

Misura di strato

//

Spessore

Circa 1000/1500  metri

Fossili

Lamellibranchi, precisamente Megalodonti e Dicerocardi, la cui grandezza varia dal centimetro ad oltre mezzo metro,  Gasteropodi  e Alghe Dasycladacee

Età

Norico inferiore e medio .

Ambiente di deposizione

Ambiente di  mare poco profondo , tipo tropicale

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Argilliti di Riva di Solto Dolomie Zonate

Inferiormente con Formazione di S.Giovanni Bianco Formazione di Castro

Altri affioramenti nella zona

Carubbo - a sinistra della strada da Zogno ad Ambria-sotto Camanghè

Altri affioramenti nella Valle

M. Zucco di S. Pellegrino 1.366 m s.l.m. --Monte Sornadello 1.580  -- Monte Cancervo  1.840 -- Monte Venturosa 2.000 -- i monti della Valle Stabina  e  la Corna Grande 2090  

 

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A Zogno consiglio di fare una breve passeggiata lungo il Brembo al di là del ponte di ferro sito nelle vicinanze del campo sportivo, per chi pesca è un buon posto per trote . Risalendo a sinistra nel boschetto troviamo affioramenti delle argilliti. Continuando, superata una caratteristica casetta nel primo slargo , arriviamo ad un pratone con casa diroccata con poco sopra una valletta dove affiora il calcare di Zu in strati subverticali.

Sotto ponte vecchio di Zogno che porta a Poscante ritroviamo le argilliti in stratificazioni ben evidenti (foto sotto).

         

All'uscita dal paese , al portico del Santuario della Foppa , ricordo che inizia la  bellissima pista ciclabile, lunga circa 23 chilometri che porta fino a Piazza Brembana , lungo la quale si possono osservare le varie formazioni rocciose. Da Zogno ad Ambria sulla sinistra troviamo sempre  Dolomia principale .

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ANNOTAZIONI SUI FOSSILI

Prima di continuare l'itinerario nei dintorni di Zogno ritengo opportuno fornire alcune informazioni sui possibili fossili che potremmo incontrare.

Come abbiamo già visto nel Cap. I "Paleontologia e fossili", la vita cominciò 3,8 miliardi di anni fa e continuò ad evolversi molto lentamente. Soltanto nel Paleozoico con la cosiddetta "esplosione cambriana " (iniziata circa 540 mil di anni fa), forse innescata dall'evoluzione della vista, cioè dalla comparsa dell'occhio, prima il mare e poi la terraferma cominciarono a brulicare  di organismi pluricellulari e nel giro di pochi milioni di anni apparvero praticamente  tutti modelli  base che portarono allo sviluppo di quasi tutte le forme di vita , molte delle quali presenti anche attualmente.  Poi , prima alla fine del Cambriano  e successivamente alla fine dell'era Paleozoica , si verificarono  due episodi di estinzione di massa, le cui cause sono tuttora ignote , che portarono alla scomparsa di moltissimi e particolari  organismi viventi . Nel Mesozoico , l'era che interessa buona parte delle rocce della nostra valle, di particolare importanza paleontologica , oltre ai rari rettili e pesci ,  sono gli  invertebrati . pertanto ritengo opportuno fornire alcune informazioni sulla loro sistematica , la scienza che studia gli organismi viventi sulla base dei  caratteri costitutivi. Tra gli invertebrati analizzeremo  i seguenti : Poriferi , Celenterati , Crinoidi , Brachiopodi , Molluschi ( Bivalvi , Gasteropodi, Cefalopodi ) , Echinodermi. Tra i vegetali alcune note sulle alghe calcaree.

N.B.- Ogni organismo fossile di regola viene definito in latino  con doppio nome  prima il genere e poi la specie , ma noi , per evitare errori di valutazione ,  lo indicheremo in modo piuttosto generico.

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Poriferi o Spugne

Sono apparsi nel Cambriano e si sono sviluppati nelle ere successive in numerosissime forme. Generalmente sono organismi bentonici, filtratori, con corpo a forma di sacco perforato da numerosi pori, da cui deriva il loro nome . Lo scheletro può essere organico (formato da spongina , sostanza organica molle) , mineralizzato (formato spicole  calcaree o silicee a formare strutture scheletriche estremamente varie) e calcareo (scheletro basale). Durante l’Era Mesozoica, ed in particolare nel Trias e nel Giura  alcune spugne calcaree, insieme ai coralli e alle alghe , sono state  artefici della costruzione delle scogliere della nostra Valle. Allo stato fossile si ritrovano soprattutto le millimetriche spicole, ma alcuni esemplari di spugne possono raggiungere il metro .

               

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Celenterati (coralli)

Sono comparsi nell’era Paleozoica circa 550 milioni di anni fa .ma i veri coralli, costruttori di rocce e scogliere coralligene imponenti tra cui anche quelli attualmente viventi, compaiono nel Trias medio.  I celenterati sono animali prevalentemente marini; il loro corpo, a forma di sacco, è detto "celenteron" da cui il loro nome. Sono animali a simmetria raggiata di due tipi  "polipo" o  "medusa": i polipi, a forma di vaso, generalmente fissi sul fondo e sedentari,  con i tentacoli solo ad una estremità del corpo; le meduse , a forma di ombrello , sono planctoniche. La fossilizzazione delle parti molli è estremamente rara , mentre le parti dure ne sono più facilmente soggette . I coralli , in particolare gli esacoralli, sono organismi coloniali quasi esclusivamente marini con scheletro formato da carbonato di calcio. La parte molle è detta polipo. Vivono nel mare fino ad una profondità massima di circa 40 m e le loro dimensioni  variano da  pochi cm a più di un metro. Come abbiamo già visto sono grandi costruttori di scogliere che possono raggiungere  migliaia di metri  di altezza , e questo può accadere solo se il fondale marino si abbassa con la stessa velocità dello sviluppo dei coralli che crescono su quelli sottostanti morti.

                                                                                                              Sezione di coralli in dolomia

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Brachiopodi

Sono molluschi comparsi nel Cambriano  prima in ambienti costieri o sublitorali e  col passare delle ere in ambienti più profondi. Sono caratterizzati da una conchiglia, per lo più di carbonato di calcio, a due valve diseguali : una dorsale  più piccola ed una ventrale più ampia ed in genere più convessa provvista all'estremità posteriore di un umbone ricurvo, inizialmente senza ( Inarticulata) poi connesse da una  cerniera (Articulata). Le forme prodotte sono molto varie.

         Brachiopodo generico

 

Terebratule

        

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Lamellibranchi o bivalvi

Hanno fatto la loro apparizione  nel Cambriano e si sono poi sviluppati   nelle ere successive soprattutto nei mari, ma anche nelle acque dolci e che comprendono: vongole, ostriche, cozze, mitili etc.etc.  Sono generalmente costituiti da due valve di aragonite o di calcite e conchiolina  ( sostanza organica), una a destra ed una a sinistra, ugualmente sviluppate , articolate mediante una cerniera , e di varie forme : rotondeggiante , ovoidale o allungata. Di facile fossilizzazione, grazie alle loro conchiglie, se ne ritrovano impronte, modelli interni  ed  anche esemplari completi in generale nelle rocce sedimentarie legate agli ambienti marini .

                   Lamellibranco generico                                                   Megalodon

           

                        

              Mioforia                                                            Avicula

                        

Daonella

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Gasteropodi

I gasteropodi sono molluschi  apparsi nel Cambriano inferiore ed hanno avuto un notevole sviluppo nelle ere successive in quasi tutti gli  habitat : mare, acqua dolce e terraferma. Sono provvisti di una conchiglia dorsale unica a forma di cono , formata da carbonato di calcio, comunemente spiralata , dentro la quale l’animale può chiudersi ermeticamente mediante un "coperchio" corneo o calcareo, detto opercolo .Di facile fossilizzazione, grazie alle loro conchiglie ed agli opercoli, sono utili   come indicatori di ambiente; se ne ritrovano impronte , modelli interni ed anche esemplari completi in generale nelle rocce sedimentarie marine.                                                                                       

                                  Natica                                                                         Turritella

                         

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Cefalopodi ( Nautiloidi-> Ammoniti)

Le ammoniti sono conosciute a partire dall’Era Paleozoica , Cambriano superiore   e raggiungono la diffusione massima nell’Era Mesozoica, per la quantità e la varietà di forme  ne sono i fossili guida. Sul finire dell'era, per cause in parte ancora sconosciute, in poco tempo scompaiono e con loro anche i dinosauri. Sono animali  marini provvisti di una conchiglia  calcarea con avvolgimento a spirale su un piano , con spire che si toccano appena e con l'ultima che abbraccia le precedenti . Le dimensioni della conchiglia possono variare da pochi centimetri ad un massimo di circa 3 metri di diametro. Internamente hanno  camere divise tra loro da setti che lasciano sulla superficie della conchiglia dei segni caratteristici , quasi una ornamentazione. Le camere , riempiendosi di gas o di liquido , funzionavano da organo idrostatico, consentendo all'animale di spostarsi  a caccia di prede su e giù nel mare. Delle ammoniti si conoscono allo stato fossile anche gli aptici, ovvero i loro opercoli che staccandosi dopo la morte dell'animale venivano  trasportati anche molto lontano dalla conchiglia : il calcare ad aptici ne è un esempio.

                                                                                                                           Ammonite

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Echinodermi (  Crinoidi -Echini)

Agli echinodermi , organismi esclusivamente marini , apparsi nell'Era Paleozoica, appartengono i ricci di mare ( echini) ,  i  crinoidi (gigli di mare) e le stelle di mare.

Crinoidi

Hanno fatto la loro apparizione  nel Cambriano  inizialmente con una grande diffusione  seguita però dall' estinzione di molti esemplari sul finire dell'era. Sono detti per il loro aspetto gigli di mare. Sono costituiti  da una " scatola" , costituita da placche calcaree, a forma di calice , con braccia articolate e un lungo peduncolo con cui l'animale si fissa al fondale. Fondamentalmente sono a simmetria  raggiata con cinque braccia. Di facile fossilizzazione, in generale rocce sedimentarie legate agli ambienti marini , si ritrovano più facilmente i loro frammenti , meno gli esemplari completi.

         Crinoide

 

Echini

Apparsi nel Cambriano, si svilupparono soprattutto nel Trias. Sono animali a simmetria pentaraggiata e sono provvisti di uno scheletro di forma rotondeggiante formato da placche calcaree unite tra loro a formare un guscio resistente spesso ornato da tubercoli . Sono provvisti di aculei , raramente  ritrovabili allo stato fossile, e, a differenza dei crinoidi , non hanno peduncolo , nè  braccia  come le stelle marine.

                  Riccio fossile

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Alghe calcaree

Apparse nel Cambriano sono piante acquatiche bentoniche con dimensioni da millimetri a qualche decimetro, sono autotrofe in quanto in grado con la clorofilla di effettuare la fotosintesi . Caratterizzate da un'organizzazione strutturale molto semplice , sono cosiddette per il fatto di essere in grado di produrre uno scheletro calcareo . Codiacee e Dasycladacee hanno fornito un notevole contribuito sia nel Giura che nel Trias alla formazione di rocce calcaree e di scogliere.

 

         Sezione con alghe calcaree ( Giroporelle)

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DINTORNI DI ZOGNO

Carubbo e Camissinone

Partendo dalla zona della Chiesa Parrocchiale si prende la strada che sale per S.Antonio Abbandonato, alla curva con  deviazione per La Cornella , affiorano stratificazioni delle dolomie zonate , Nord 100 - 45 Sud (foto sotto).

        

Risalendo si entra nella dolomia principale. A q. 520 circa prendere per Carubbo. Tra la deviazione e la simpatica frazione l'affioramento della Dolomia principale si presenta favorevole  per ricerca di fossili, per lo più di piccole dimensioni, ma indicatori  del classico ambiente di scogliera ( foto sotto).

  Deviazione per Carubbo                                                           Dolomia massiccia con fossili

          

                   Indistinti                                                                        Vari fossili

        

Piccoli gasteropodi

         

 Piccoli lamellibranchi -Gervilleia

      

      

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Prima del Camissinone prendere lo sterrato privato a sinistra che porta alla miniera di fluorite , ora chiusa  e praticamente sommersa dalla vegetazione , peccato!  La fluorite in bei cristalli  veniva estratta  dalla Dolomia principale proprio in   prossimità della faglia  con le argilliti di Riva di Solto.

      Vecchia cava con Niska                                                      Particolare dolomia principale

       

 

Nella prima valletta dopo il  Camissinone faglia tra Dolomia principale ed Argilliti di Riva di Solto (foto sotto).

Nella zona a q.800, alla seconda valletta dopo Camissinone, prendere il sentierino che porta nel bosco e tenere sempre la sinistra fino ai prati di Zergnone. Affiorano nel bel mezzo stratificazioni Calcare di Zu , Nord 0 - 30 Ovest, e ,tenendo gli occhi ben aperti, si possono trovare interessanti fossili ( foto sotto : gasteropodi , lamellibranchi e indistinti).

     

     

Poco prima di raggiungere   Zergnone  sulla destra stratificazioni del Calcare di  Zu , Nord 360 - 50/60  Sud Ovest ( foto sotto).

       

 

Scendendo da Zergnone  al Poggio  e salendo verso S.Antonio Abbandonato   affiora sempre Calcare di Zu ben stratificato.

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Cassettone e Stabello

Dai ponti di Sedrina prendere a destra per Stabello, nel primo tratto è possibile con breve escursione dare un'occhiata alle cave  della Dolomia a Conchodon (foto sotto).

 

Proseguendo sui depositi alluvionale del Brembo, superate le strettoie di  Stabello, luogo di origine del poeta vernacolare Pietro Ruggeri, all'ultima valletta prima di scendere in Zogno troviamo affioramenti del Calcare di Zu , Nord 340- 70  Nord  Est (foto sotto ).

 

Poco sotto , dopo una serie di curve , sulla  destra belle stratificazioni  di Argilliti di Riva di Solto che troviamo anche sotto al Ponte Vecchio , Nord 310-30 Nord Est  (foto sotto).



        

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Endenna e Somendenna

Un altro percorso interessante è verso  Endenna dove sono stati ritrovati nel Calcare di Zorzino  numerosi ed unici esemplari di pesci e rettili ,  conservati in parte nei musei di Zogno e  S. Pellegrino Terme : famoso il rettile acquatico "endennasauro (Endennasaurus acutirostris)". Oltre agli eccezionali vertebrati ,  sono  stati ritrovati anche  invertebrati : crostacei , meduse, coralli, molluschi, ricci , gigli di mare e  una stella marina , tutti  probabili prede dei pesci e dei rettili. Per trovare il Calcare di Zorzino prendere lo sterrato dietro la chiesa , si scende alla valle e  proseguendo per circa 2 km  fino alla valle Bruciata si raggiungono gli affioramenti  della zona fossilifera ormai esaurita .

Al rientro prendere per Somendenna  e alla curva, posta a circa 490 m , affiora il Calcare di Zorzino Nord 180-  20/30 Sud Ovest ( foto sotto).

         

Parcheggiata  l’auto  ci si avvia  a piedi nel sentiero sottostante  la curva,  prendendo a destra  e , alla Madonnina , troviamo il Calcare di  Zorzino  stratificato in calcari da grigio scuro a neri , Nord 80-10 Sud Ovest ,  effervescenza ( foto sotto).

Continuando  troviamo prima di un ampio pianoro  un interessante livello di rocce calcaree con disegni particolari, cerchi concentrici, e, subito sotto , le Argilliti  di Riva di Solto con sopra , nel bosco,  il Calcare di Zorzino (foto sotto).

      

Tornati all'auto  si può rientrare o  proseguire fino a Miragolo, 1000 m , per godersi i panorami della  valle , trovando  lungo  la risalita il Calcare di Zu.

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Poscante  e Grumello de Zanchi

Altro  percorso che consiglio è verso Poscante, luogo d'origine del mitico Pacì Paciana . Lungo la strada  il paesaggio che si osserva   è il prodotto dell’azione erosiva del torrente entro le argilliti di Riva di Solto. Il luogo di maggiore interesse è sotto il campo sportivo di Caorsone con gli affioramenti del  Calcare di Zorzino in straterelli sottilmente laminati e dove sono stati rinvenuti gli eccezionali  fossili di pesci e rettili . La vegetazione sta inesorabilmente ricoprendo gli strati , pur  esauriti . ma meritevoli di una visita ( foto sotto).

        

Passando al Grumello de Zanchi , posto alla medesima altitudine di Poscante , 408 metri s.l.m.,si possono osservare belle stratificazioni delle Argilliti di Riva di Solto.

 

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Ambria-Camanghè

All’altezza di Ambria imbocchiamo e superiamo il ponte che porta a Serina e prendiamo la prima via a destra che porta all'Acquata. Fatto un centinaio di metri parcheggiamo l'auto e a sinistra troviamo numerosi affioramenti delle Argilliti di Riva di Solto , Nord 210-78 Ovest , che affiorano anche su entrambe le sponde del Brembo sotto il Vecchio Ponte (foto sotto).

        

 

         

Proseguendo  per circa 200 m verso l'Acquata  emerge un blocco roccioso, probabilmente in faglia con le argilliti , formato da Dolomie zonate , utilizzato anche dagli arrampicatori (foto sotto).

Prendendo  la strada che collega Acquata alla frazione Camanghè troviamo affioramenti delle Dolomie zonate, Nord 200/160 -50/60  Ovest Sud Ovest, fino alla cappelletta sita sulla vecchia mulattiera (foto sotto).

       

Una passeggiata la si può fare anche partendo dall'Acquata e salendo lungo il sentiero che costeggia il Brembo , verso il centro scolastico di Camanghè, troveremo affioramenti di Dolomie zonate e  di Dolomia principale .

 

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Spino al Brembo

Torniamo ad  Ambria e prendiamo la strada che porta a Spino al Brembo , 470 m s.l.m , tutta scavata nelle Argilliti di Riva di Solto . Superata la chiesa di Spino con vicino depositi alluvionali incoerenti, salendo  a Tessi, alla seconda curva , con strada privata alla destra,  prendiamo le misure di strato delle argilliti , Nord 160-45 Nord Est .

Depositi alluvionali                                                         Argilliti Riva di Solto

       

A Tessi, parcheggiata l'auto, proseguire a piedi  nel prato dietro le case tenendo a destra fino al bosco. Si prosegue lungo  il sentiero e al bivio, dove ci sono due cartelli, prendere in direzione Pregaroldi. Dopo una breve camminata  sulla sinistra  si apre una vasta radura dove si vedono due cascinali. Saliamo nel bosco dietro a quello posto più in basso, poche decine di metri e arriviamo all'ingresso di una  grotta , la "caerna" , che si sprofonda   nel Calcare  di Zorzino , Nord 270-30 Nord Ovest, che affiora  in tutta la zona circostante. Ho cercato qualche fossile ma non ne ho trovati.

                                                                              La Caerna

         

Misura di strato del calcare di Zorzino

 

Tornati Tessi scendiamo e prendiamo la strada per Bracca . Nelle vicinanze del cartello che indica Bracca ritroviamo il Calcare di Zorzino ,Nord 100-28 Nord ( foto sotto).

        

Poco oltre  affiorano le Dolomie zonate  , Nord 0 -60 Ovest ( foto sotto).

Superato Zubione ritroviamo le Argilliti di Riva di Solto  , Nord 345 -80 Nord Ovest( foto sotto).

Poco più avanti , prima del bivio per Bracca e Serina, ricompare con suo aspetto massiccio  la Dolomia principale ( foto sotto).

A questo punto si imbocca la strada che scende  a valle e rientrando in Ambria  sia a sinistra che a destra   numerosi affioramenti di argilliti   e  a seguire  Dolomia principale.  Consiglio una breve sosta  per  gustare  la salutare acqua nel caratteristico chiosco della fonte Bracca, sito tra  strada e torrente ,  prima di entrare nel suggestivo orrido scavato nella Dolomia principale.

             

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