DA BRANZI A FOPPOLO

Tornati al bivio di Branzi si prende la strettoia che risale la valle di Valleve, costituita a sua volta da due vallette laterali  e precisamente quella  di Foppolo ad est e quella di Cambrembo ad ovest. La strada, inizialmente stretta e a strapiombo, è tagliata negli scisti del Collio Superiore. A seguire, sotto  Caprini, a q.1040 circa, contatto tettonico tra Collio Sup. e Verrucano,  Nord 110-75 Nord (foto sotto).

Contatto Collio Sup.(a destra)/Verrucano( a sinistra)- zona Caprini

 

Troviamo affioramenti di Verrucano nelle curve che seguono (foto sotto).

 

Nei pressi del km 52 stratificazioni subverticali tendenti a Nord di Servino, in faglia col Verrucano (foto sotto).

Nella zona del ponte di Valleve contatto tettonico tra il Servino e il Collio Superiore (foto sotto).

Servino (a destra)-Collio Superiore (a sinistra).

Superato il ponte massiccio affioramento del Collio Sup., Nord 290-55 Nord (foto sotto)

fino alla Chiesa Parrocchiale di Valleve.

       

Di fronte alla Chiesa (da visitare) affioramenti del Calcare di Angolo, Nord 45-55 Nord Ovest (foto sotto), in faglia con il Collio Superiore.

 

Superata la  Parrocchiale,  la valle si apre a destra e Valleve (m.1150) ci accoglie con la sua piazza di stampo Medioevale, la Casa dei Notai e l'Oratorio San Rocco.  Nella valle affioramenti di Collio Sup.(foto sotto).

 

Riprendiamo per Foppolo e alla curva,1180 m circa, dopo la Bran Baita affioramento del calcare di Esino in faglia col Collio Sup. e sul versante opposto la confluenza del torrente di Foppolo.

Esino dopo Valleve

Proseguiamo nel Collio Superiore (foto sotto) fino a dopo il ponte

poi copertura detritica e alla confluenza tra il Brembo di Valleve e la Val Rotta troviamo un laboratorio di un altro tipo di ardesia, differente da quella di Branzi : l'ardesia di Valleve , nota come porfiroide grigio scuro (foto sotto).

   

 

Proseguiamo nel Collio Superiore fino a dopo il ponte, poi copertura detritica e alla confluenza tra il Brembo di Valleve e la Val Rotta troviamo un laboratorio di un altro tipo di ardesia, differente da quella di Branzi: l'ardesia di Valleve, nota come porfiroide grigio scuro . Si estrae da una cava a cielo aperto tra più alte d’Europa, mt. 1600, situata alle pendici del monte Pegherolo, sul versante nord-ovest, ed è in realtà una roccia sedimentaria, una marna di colore nero che fa parte della formazione di Wenghen che è al tetto di un'altra nuova formazione, il Buchestein . In seguito al corrugamento alpino la F.di Wenghen ha subito um leggero metamorfismo  acquisendo l'attuale aspetto scistoso. Questa caratteristica è sfruttata per la produzione di lastre piane  che per la particolare resistenza agli agenti atmosferici trovano impiego  in  copertura di tetti, pavimentazioni , rivestimenti etc. (foto sotto).

----------------------------------------------

Formazione di Wengen

Simbolo  

 

Poco rappresentata in Valle la formazione è costituita  in prevalenza rocce di origine terrigeno/carbonatica con prevalenza delle marne, fittamente stratificate, sui calcari, entrambi di colore nerastro.

La presenza di fossili nella zona è scarsa.

Lo spessore potrebbe essere sui 50 m.

L' età , in relazione alla sua posizione stratigrafica ,è riferibile al Ladinico superiore  245 ma .

L'ambiente di deposizione è riferibile ad un bacino di intrapiattaforma  con apporti di sedimenti fini pelitici  ed in minor parte carbonatico/marini.

Il limte superiore  è segnalato dal passaggio ai calcari biancastri di aspetto massiccio dell'Esino , mentre l'inferiore  è con la formazione di Buchestein .

----------------------------------

Formazione di Buchestein

Simbolo

 

Come il Wenghen poco rappresentata in Valle , la piccola unità è costituita da calcari  grigi nerastri in strati di 20-30 cm , con noduli di selce .

Lo spessore è  ridotto circa  a una decina di metri..

Nella zona i fossili sono scarsi.

L' età , in relazione alla sua posizione stratigrafica , è riferibile al Ladinico superiore  240-245 ma .

L'ambiente di deposizione è un bacino marino ,con acque  poco agitate . collegato alla piattaforma del calcare di Esino.

Il limite superiore  è con la Formazione di Wengen o con il calcare di Esino, con il quale presenta anche rapporti di eteropia , mentre il limite inferiore è col calcare nero di Prezzo.

 ---------------------------------

Il Pegherolo

 

Il Monte Pegherolo è particolarmente interessante dal punto di vista geologico oltre che paesaggistico perchè concentra parecchie tipologie di rocce. È costituito per la maggior parte dal calcare di Esino che, come abbiamo visto, è  una roccia biocostruita, una scogliera evolutasi durante il Ladinico.  Nella zona della vetta  troviamo a far da cappello formazioni già viste : calcare Rosso, formazione di Breno , Metallifero e  Gorno. Alle falde , nella zona della Val Rotta , molto tettonizzata, troviamo le due nuove formazioni depositatesi in mare aperto, eteropiche, cioè coeve, all'Esino : la Formazione di Wengen  e  il Calcare di Buchenstein , che  è al tetto del  calcare di Prezzo. Sotto quest'ultimo affiorano altre formazioni già viste: il calcare di Angolo , la Carniola e il Servino. Le formazioni triassiche sono per lo più in faglia con quelle paleozoiche del Verrucano e del Collio. Nei disegni sottostanti , del tutto personali , ho cercato di  semplificare  quanto sopra descritto con una sezione schematica della  scogliera dell'Esino e  una sezione geologica  dalla Val Rotta alla vetta del Pegherolo.

Sezione schematica

 

 

Sezione geologica

 

Prendiamo per Foppolo e, superarata la Sponda, a q. 1350 m (km 56) affiora il  Servino in strati decimetrici di colore grigio verde chiaro,Nord 260-35 Nord Ovest (foto sotto).

Poi Collio Superiore , Nord 90-40 Nord (foto sotto),

fino a poco prima di entrare nel paravalanghe di Foppolo dove riaffiora il possente Verrucano che troviamo anche nella zona del cimitero (foto sotto).

Prima di Foppolo                                           Dopo il cimitero

      

Nell'angolo nord del piazzale Alberghi affioramento di Carniola e vicino a destra uno spuntone del calcare di Angolo , mentre ai lati della nuova pista affioramenti di Servino.

               Carniola                                                          Calcare di Angolo

   

Servino ai lati della nuova pista

        

Servino  messo in evidenza dagli scavi per la costruzione del nuovo albergo(foto sotto).

 

Foppolo, 1.515 m, su depositi glaciali e di versante che ricoprono Verrucano, Servino, Carniola e in parte l'Angolo, in un anfiteatro di monti che vanno dal Pizzo del Vescovo al Pegherolo, è il centro sciistico delle Orobie noto non solo in Italia , ma , non credo  di esagerare, un po' in tutto il mondo. Accanto alle antiche case, nella zona bassa del paese, negli ultimi cinquantanni vi è stata una vera e propria esplosione edilizia con seconde case, albergi e locali vari che, se da un lato hanno favorito il turismo, dall'altro hanno creato un impatto cementizio non sempre consono all'ambiente paesaggistico. Per gli amanti della montagna rimangono comunque molte escursioni : Lago Moro (per i pescatori di trote) , Corno Stella ,  Monte Toro , il Cadelle e il Pegherolo etc..

--------------------------------------------------------------------------------------

Tornati al bivio di Cambrembo prendiamo la strada per San Simone, tagliata nel Servino

Servino alla valletta di Cambrembo

coperto in parte da depositi di versante, a formare un dosso in considerevole pendenza,  e raggiungiamo Cambrembo (1400 m), antichissima frazione di Valleve (da vedere l'oratorio di S. Elisabetta). Dopo circa un chilometro, a q 1450 m circa, sulla sinistra affioramento di Verrucano (foto sotto).

Prendiamo la sterrata sulla destra che porta alla vicina località di Forno. Dopo copertura detritica affiora il massiccio conglomerato rossastro del Verrucano seguito dal Servino con le classiche stratificazioni di arenarie e marne quarzose di colore grigioverdi (foto sotto).

A sinistra Verrucano- a destra Servino

         Poi fino al ponticello sempre Servino anche in strati suborizzontali (foto sotto).

   

Sotto il ponte che porta alle baite  di Forno, nell’alveo  e alla confluenza della sottostante valletta, affiora sotto il Servino la breccia grigiogiallastra dal solito aspetto cariato della Carniola di Bovegno (foto sotto).

 

Alle baite, q 1480 m circa, dove iniziano i sentieri per il passo Tartano e il monte Arete, dopo il ponticello prendere a destra e all'attraversamento della valletta si vede sulla sponda destra  una bella anticlinale simmetrica nelle stratificazioni del Servino (foto sotto) .

Torniamo e proseguiamo per San Simone, sempre viaggiando nel Servino che si presenta con  stratificazioni in parte piegate.

        

        

San Simone, noto centro sciistico situato a quota 1670  su depositi glaciali e di versante, gode di   un  paesaggio  naturale davvero suggestivo. Ancora quattro passi  e completiamo la nostra giornata con una bella passeggiata al vicino lago di Arale.

 

Torna pagina iniziale

Continua