DA OLMO A VALTORTA

Dal paese si imbocca la strada che segue le indicazioni per Cassiglio e Valtorta. Si sale con una leggera pendenza, parallelamente allo scorrere del Torrente Stabina con il calcare di Esino su entrambi i fianchi. Superato il primo ponte ancora Esino (foto sotto).

Prima del secondo ponte faglia tra Esino e Arenarie Val Sabbia sulla strada e nel torrente, Nord 360-65 Sud Ovest (foto sotto).

     

Arenarie Val Sabbia  nel torrente Nord 160-50 Sud Ovest, dopo faglia (foto sotto)..

Prima del ponte le Arenarie prendono un andamento suborizzontale Nord 290-5 Sud (foto sotto).

All'angolo di uscita del ponte a destra  banconi calcari neri effervescenti probabilmente della formazione di Gorno Nord 30 -50 Nord Ovest (foto sotto).

Nella valletta a destra una decina di metri dopo il ponte stratificazioni di rocce verdoline della formazione di San Giovanni Bianco, Nord 210-80 Ovest, visibili anche nel fiume sottostante Nord 190-70 Ovest (foto sotto).

                                                                                                                             Nella Valletta                                      Nel Fiume

     

In Inverno questo angolo di valle è particolarmente gelivo (foto sotto).

Proseguendo troviamo la dolomia principale su entrambi i fianchi coperta da depositi alluvionale e di conoide fino alla serie di curve poco prima di Cassiglio, dove sulla destra , in prossimità del Santuario dell'Immacolata, affiora una nuova formazione, che in Valle è rappresentata  solo in questa zona , la formazione  di Castro , che sta alla base della Dolomia principale . Si tratta di  roccia dolomitica in parte sotto forma di breccia , in parte stratificata , Nord 280-15 Sud che troviamo ai bordi della strada , nel torrente e sul fianco opposto alla cava, fino alla deviazione per il lago di Cassiglio (foto sotto).

                                                                                             Breccia sulla strada                                              Straterelli nel torrente

      

Alla cava

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FORMAZIONE DI CASTRO

La formazione (brecce basali della Dolomia Principale) è costituita da caratteristici brecce e straterelli dolomitici.

Gli spessori nella zona  potrebbero essere all'incirca di 50-80 m .

La formazione  è generalmente priva di fossili:

L’età, soprattutto sulla base della sua posizione stratigrafica alla base della dolomia principale , può essere riferita al Carnico superiore.

L’ambiente di deposizione  è problematico, probabile  ambiente marino , tettonicamente attivo, con presenza  di brecce di scarpata.

Il limite inferiore non visibile dovrebbe essere con la formazione di S. Giovanni Bianco, mentre superiormente il passaggio alla Dolomia principale  presenta dolomie scure ben stratificate 10-20 cm.

 

                                  Quadro riassuntivo

Nome formazione

Formazione di Castro

Simbolo

Caratteri litologici

Brecce dolomitiche

Affioramento

Cassiglio

Misura di strato

Nord 280-15 Sud

Spessore

Nell'area in questione circa 50-80 m

Fossili

//

Età

Carnico superiore.          

Ambiente di deposizione

Ambiente marino di scarpata

Rapporti stratigrafici

Superiormente con la Dolomia principale

Inferiormente con la formazione di S. Giovanni Bianco

 

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Il piccolo centro di Cassiglio, 600 m, ai piedi del monte Disner, è noto per le raffigurazioni di danze macabre dipinte sulla Chiesa di San Bartolomeo e sulla vicina Casa Milesi che ci ricordano l'inellutabilità, quando e come non si sa, della dipartita. Frequentato anche il laghetto artificiale che si raggiunge prendendo la valletta di Cassiglio dal centro del borgo, all'inizio con presenza di dolomie nerastre ben stratificate (foto sotto).

La strada sale nell'aspro e noto paesaggio tipico della dolomia principale e superata  la stretta galleria scavata nella roccia ai lati della diga (foto sotto )

si apre lo spettacolo suggestivo del lago incastonato nel verde della valle. All'entrata del torrente una grande quantità di detriti alluvionali (foto sotto).

Ai piedi della valletta sulla destra prima del laghetto affiorano tra i detriti alluvionali dolomie stratificate del Membro basale, Nord 300- 30 Sud (foto sotto), che abbiamo incontrato nella Val  Cava a San Pellegrino.

      

Risalendo la sterrata sul fianco sinistro della valle tagliato nella Dolomia principale  è possibile trovare qualche fossile. Chi vuole fare una passeggiata può arrivare al al passo di Baciamorti.

Da Cassiglio risalendo verso Valtorta si viaggia costeggiando il torrente tra le strette pareti della Dolomia principale (foto sotto)

         

 e si giunge  al bivio per Ornica (foto sotto) dove confluisce, spesso interrato nei depositi alluvionali e di versante, l'omonimo torrente che scende dal Passo di Salmurano .

    

In prossimità della confluenza sulla sinistra dello Stabina fuoriesce dalla roccia dolomitica una sorgente praticamente costante  di acqua molto fredda (foto sotto).

La strada per Ornica si inerpica con una serie di tornanti tutta tagliati nella Dolomia principale (foto sotto).

           

Poco prima di raggiungere il borgo contatto tettonico tra Dolomia principale e Servino.(foto sotto)

Poi Servino sulla strada e nel torrente , Nord 110-40/50 (foto sotto).

             

            

 Il paese di Ornica (920 m), con le sue antiche case e le numerose baite, un tempo conosciuto per la lavorazione del ferro nei vari forni per la produzione di chiodi, situato alle pendici del Pizzo di Trona, tra le valli d'Inferno e Salmurano, poggia in parte su depositi di versante e sul Servino,  in faglia a sud con la Dolomia principale, a nord con il Collio Inferiore  e il Verrucano.

É il punto di partenza  per varie escursioni tra cui  le più note sono la salita  lunga e ripida al Pizzo dei tre Signori, nella splendida Valle dell’Inferno, e quella al Rifugio Benigni, posizionato alla testata della Valle di Salmurano, entrambe con affioramenti del Collio Inferiore e Superiore. Da visitare la Parrocchiale, con annessi sagrato, cappelletta dei Morti e Portico della Canonica, e  il santuario della Madonna del Frassino, oggetto di particolare devozione degli abitanti.  Ricordiamo infine la cooperativa "Donne di Montagna" un gruppo di donne del paese organizzate per far condividere agli ospiti costumi e tradizioni locali e che ha realizzato per la mini-scuola  una piccola fattoria didattica in località Sirte.

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Tornati al bivio, si riprende in direzione Valtorta con  in basso lo Stabina e a fianco le ripide pareti di dolomia. Oltrepassata la galleria sulla sinistra si vede l'inizio della valle di Ancogno , mentre a destra sempre la scogliera della Dolomia principale (foto sotto).

   

Subito dopo il ponte nuovo si curva a sinistra e si imbocca una via sterrata che porta al sentiero  per raggiungere la Valle di Ancogno dove è possibile risalire il corso dell'omonimo torrente, luogo di notevole bellezza paesaggistica, sia per le rocce che per la particolare vegetazione. Salendo con prudenza, le  pendenze sono abbastanza impegnative, si possono ammirare, scavate nella dolomia principale, delle straordinarie “Marmitte dei Giganti”.

Ridiscesi  riprendiamo in direzione Forno Nuovo e in prossimità del km 50  riaffiorano sulla strada e nel torrente le dolomie del Membro basale (foto sotto).

     

Poco prima di Rava in alto sul fianco destro della valle si possono osservare fenomeni di calanchi nella Carniola (foto sotto).

Entriamo in Rava e, superato il ponte, dopo un centinaio di metri  troviamo un affioramento di Carniola (foto sotto).

     

Continuando per Valtorta, dopo aver percorso alcuni tornanti, 200 m circa dopo la deviazione per i Piani di Valtorta, ritroviamo le potenti bancate del rossastro Verrucano (foto sotto).

Poco prima del km 52 affiora in faglia il Servino, Nord 220-60 Sud Est, che troviamo fino all'entrata dell'abitato di Valtorta (foto sotto).

       

 

Valtorta,m 935, ultimo paese  dell’estremo settore nord-occidentale della Valle Brembana, in un tipico paesaggio d’alta montagna, è dominato dalla selvaggia bellezza  delle cime che lo circondano: a Nord il Pizzo dei Tre Signori, costituito da rocce del Permiano e a Sud il complesso dolomitico triassico dello Zuccone dei Campelli coperto da una potente coltre di depositi glaciali, fluvioglaciali e di versante. Ricordiamo che da Valtorta parte una lunga faglia che divide le rocce paleozoiche a Nord dalle triassiche a Sud, passando per Ornica, Averara, Moio, Bordogna , Roncobello, fino al Passo Marongella.

Il paese offre numerosi spunti di  interesse : il Museo Etnografico, i Mulini, la Casera Sociale, la trecentesca Chiesetta della Torre e la Chiesa Parrocchiale. Al di la del ponte è ben visibile un affioramento di Verrucano(foto sotto).

        

Proseguendo verso Costa dopo il Verrucano, troviamo in successione il Collio superiore  e gli scisti di Edolo.

 Dal punto di vista geologico l'interesse è rivolto all’area mineraria della Valle del torrente Caravino che si può visitare  prendendo il sentiero che  porta alla fucina, al maglio e al mulino. Da qui  il percorso si snoda lungo la parte bassa del Caravino, sia sulla destra che sulla sinistra, dentro  gli Scisti di Edolo, in faglia con le formazioni sovrastanti. Nell'Edolo sono contenute le mineralizzazioni di solfuri di ferro, blenda, galena e calcopirite. Il  minerale ferroso è stato sfruttato per lungo tempo nelle fucine dei "ciodaròi". Agli appassionati  di minerali ricordo che se ne possono trovare di interessanti nelle vecchie discariche(vedi sotto). 

Lasciato alle spalle il comune di Valtorta, al tornante  di quota 1080 circa  troviamo gli Scisti di Edolo (foto sotto) nei quali è incisa la valle del Caravino.

 

   

 

Il sentiero del Ferro parte dalla curva pochi metri sopra e si addentra sul fianco sinistro della valle dentro gli scisti di Edolo (foto sotto).

Scisto di Edolo  e vena di quarzo

    

La prima miniera in galleria dentro gli scisti di Edolo la troviamo dopo circa 150 m (foto sotto).

Alla destra scende un sentierino che porta alla zona miniere posta in uno spiazzo poco sopra al torrente (foto sotto).

 

Qui troviamo tre gallerie di cui la centrale è in parte franata. Attorno numerosi detriti (foto sotto).

     

 

   

 

Risaliti sul sentiero per Falghera proseguiamo negli scisti di Edolo fino  ad un centinaio di metri prima dell'attraversamento del Caravino  dove affiora la Diorite di Val Bandino, probabilmente incuneatasi dentro gli scisti di Edolo (schema sotto) durante le ultime fasi dell'orogenesi ercinica nel Permiano inferiore. La Diorite è un roccia di tipo magmatico intrusivo di colore grigio scuro, di aspetto massiccio, resistente ed impermeabile, a tessitura granulare per la presenza di numerosi cristalli, tra cui anche il quarzo.

Diorite sul sentiero e nel torrente Caravino

   

     

Tornati alla curva q 1080 risaliamo tra imponenti accumuli detritici fino al tornante a q 1300 circa e nel vallone a sinistra cercando tra ciottoli e massi della Corna Grande si possono trovare dei fossili (foto sotto).

         

Proseguendo si raggiungono i nuovi impianti di Valtorta che sovrastano la conca Ceresola e sono collegati con gli impianti dei Piani di Bobbio.

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A questo punto  siamo giunti al termine del nostro itinerario e nel  ringraziare chi ha  avuto la disponibilità e la pazienza  di seguirmi , mi auguro sia stata una piacevole esperienza ,  rivolgo a tutti  un caloroso invito a sostenere  idee e progetti che favoriscono lo sviluppo e la crescita della nostra amata valle.

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