DA OLMO ALL'AVARO

Tornati ad Olmo prendiamo per Averara, in basso il Torrente Mora ed ai lati il calcare di Esino (foto sotto).

Nel sentiero di fronte alla prima fabbrica di gesso sul versante sinistro del torrente Mora  in faglia con il calcare di Esino affiorano stratificazioni di arenarie della Val Sabbia e sopra calcari nerastri della formazione di Gorno . Sempre nel torrente sotto la seconda fabbrica  calcari nerastri del Gorno seguiti da strati verdognoli della formazione di San Giovanni Bianco , Nord 210- 50 Ovest.

Entriamo nel borgo di Averara (650 m) , ultima stazione sull' antica Strada Mercatorum , con la caratteristica via Porticata ricca di affreschi , i resti di due Torri Medievali ,  la Parrocchiale e a Redivo la pittoresca Dogana Veneta , l'antica Chiesa di San Pantaleone e la caratteristica azienda agricola "Soluna "dove si coltivano particolari erbe che , dopo processi di  macerazione, distillazione e filtrazione secondo procedimenti ben segreti , vengono trasformate in Germania" in rimedi naturali utili per la bellezza e la salute".

Nel torrente la formazione di Gorno coperta da depositi fluviali .Verso  Redivo coperta  da conglomerato con un solo spuntone prima dell'azienda Soluna  (foto sotto).

 

Conglomerato                                                       Stratificazioni Gorno prima di Redivo

       

Dopo il ponte a destra lo sperone  di Dolomia Principale (foto sotto )

 

Ad est , ad ovest e a nord del torrente prevale la F. di San Giovanni Bianco, nel versante est  sopra il Gorno coperta per lo più da depositi alluvionali e di versante  , nel versante ovest nettamente dominante con varie cave di gesso , e a nord come vedremo molto alterata ed in faglia con il Collio Superiore .

La F. di San Giovanni Bianco del versante ovest è costituita prevalentemente da arenarie fini e siltiti verdastre . Un affioramento lo troviamo in paese alla confluenza con il Mora del torrentello  che scende da S. Brigida (foto sotto).

            

Nella stessa formazione sempre ad ovest troviamo grandi corpi lenticolari di  rocce evaporitiche, gessi ed anidriti, oggetto di attività estrattiva in cave all'aperto e sotterranee fino a metà degli anni Settanta . Le cave dismesse sono purtroppo diventate aree ad elevato rischio idrogeologico soprattutto a S.Brigida, non solo per i vuoti creati nel sottosuolo, ma anche perchè , sopra la F. di San Giovanni Bianco, è sovrascorsa la Dolomia Principale e in parte anche il calcare di Esino, che per la loro conformazione sono formazioni predisposte a fenomeni carsici con notevole circolazione interna di acque.

Le prime cave di gesso che si incontrano  sono quelle di Bolferino-Grassello poco sopra Averara (foto sotto). 

    

Dalla cava  salendo lungo la sterrata che porta a Pozzolo  a S. Brigida affioramento di gesso  e più avanti F. di San Giovanni Bianco, Nord 10 -70 Ovest (foto sotto).

       

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Si risale poi la Val Moresca lungo una stradina asfaltata che parte dalla destra del ponte con all'inizio la formazione di S.Giovanni B. molto alterata (foto sotto).

 

      

 

Alla curva successiva  in faglia il Collio Superiore Nord 240- 70 Sud Est (foto sotto).

 

       

 

 Proseguendo troviamo affioramenti del Collio Inferiore (foto sotto).

     

 Un centinaio di metri  dopo il deposito immondizia  in faglia affiorano  gli scisti di Edolo (foto a sinistra) , ben visibili anche sotto il ponticello di Caprile (foto a destra) e coperti al borgo di Valmoresca da depositi glaciali e di versante.

 

   

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Un percorso interessante  in un ambiente decisamente selvaggio , ma affascinante ,  in pratica un anello, in quanto si può effettuare nei due sensi , inizia dalla frazione di Valmoresca , 854 m .Si prende il sentiero che costeggia a destra la Valmora , viaggiando su scisti di Edolo e relativi detriti , si sale lungo un'oscura abetaia , si supera la Valle del Berolce e si prosegue sempre a destra , con il torrente a picco e seminascosto dalla  vegetazione, fino a poco oltre la valle Serrada che scende dal versante opposto. Si guada il torrente Mora e si scende prendendo la sterrata, tagliata nei detriti e nel Collio Inferiore ,che inizia da un ponticello sulla suddetta  Val  Serrada, 955 m, dove si incrociano i sentieri che portano al lago Mora/Ca San Marco e  Caprile Superiore . Proseguendo in breve si perviene al piccolo nucleo del Losco caratteristico per la tipiche case in pietra . Continando si passa sotto Caprile Inferiore, si supera il ponte e si giunge al bivio per la frazione di Valmoresca e per Averara.

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Tornati sulla provinciale per  S. Brigida  a quota 720 m alla curva del Bindo spuntone di dolomia principale che scende fino al ponte di Averara.

Pochi tornanti ed arriviamo a Santa Brigida (805 m) in posizione panoramica, ben soleggiata e pertanto favorevole al turismo estivo. Da visitare per l'arte antica l'omonima Chiesa Parrocchiale risalente al 1200  e le varie frazioni sparse nei dintorni: il già visto Bindo, Taleggio, Caprile, Cugno di Sopra e Foppa.

Il paese poggia sulla F. di San Giovanni Bianco, con all'interno lenti di gesso, e con a monte in faglia la potente Dolomia Principale con i suoi fenomeni carsici di infiltrazione di acque.  Le cave di gesso nella zona  di Carale (foto sotto), sebbene chiuse, hanno creato grossi problemi per i cedimenti di terreni, strade e abitazioni dovuti  all'acqua circolante nel sottosuolo che ha riempito e degradato le gallerie di estrazione.  Il problema è stato risolto recentemente con la messa in sicurezza delle vecchie cave tramite l'immissione di una  speciale miscela di argilla, cemento e acqua, che ha stabilizzato le "fondamenta" del paese.

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Prendiamo la stretta strada asfaltata che porta a Caprile Superiore inizialmente tagliata nel conglomerato di versante e seguita alla valletta dalla dolomia principale (foto sotto).

 Nella prima valletta dopo la frazione di Taleggio  per un tratto  F. di San Giovanni Bianco, Nord 10-40 Ovest (foto sotto).

    

 A seguire  alla cascatella successiva Collio Inferiore (foto sotto) fino Caprile Superiore (mt. 970), caratteristico borgo con un'antica Chiesina .

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 Consiglio una passeggiata lungo l'affascinante sentiero che partendo dietro la chiesetta costeggia in leggera discesa la Val Mora fino al già visto ponticello sulla Val Serrada. Da qui si può ritornare oppure scendere a Caprile Inferiore , mt. 840, e risalire a Caprile Superiore passando dal misterioso eremo .

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Tornati a S.Brigida poco oltre il municipio  prendiamo la strada con alcuni stretti tornanti  che scende a Cugno di Sopra  dove imbocchiamo il sentiero  in direzione Olmo al Brembo prima nel prato e poi nel bosco con la f. di San Giovanni Bianco coperta da  detriti, poi il Gorno e  dopo il capanno Arenarie Val Sabbia, Nord 10 - 20 Ovest,  e a seguire il calcare di Esino. Si può scendere a Olmo al Brembo o ritornare.

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Procedendo verso Cusio, superata Foppa appena sopra il centro di Santa Brigida,  si viaggia su  copertura detritica con le cime del Monte Disner a sud e del Pizzo Cusio a ovest, entrambe formate da Dolomia principale. Dopo una serie di curve si raggiunge Cusio,1.050 m, che si stende secondo una fascia ben esposta al sole alle falde del Monte Avaro,  con le case insediate  sul costone lungo la strada . Meta di turismo invernale ed  estivo, da vedere ci sono alcuni caseggiati risalenti al XIII sec., la dogana veneta e lo storico mulino , azionato dall'acqua del vicino torrente , forse l'unico rimasto a macinare il granoturco nella nostra Valle.

A Cusio a destra calcare di Esino, zona cimitero , mentre a sinistra dolomia principale  coperta da depositi vari. Al primo tornante dopo Cusio dolomia principale  molto tettonizzata (foto sotto)

             

Ai successivi tornanti  Collio Inferiore (foto sotto).

        

 

  Poi prima della Maddalena  un piccolo affioramento seminascosto di Servino (foto sotto) in faglia col Collio.

 L'isolata e piccola chiesa in pietra della Maddalena con affreschi trecenteschi è edificata su depositi detritici. Alla prima valletta dove si diparte la sterrata che porta sopra Ornica ( tagliata  inizialmente nel Collio Inferiore e  nel Verrucano e poi sempre Collio Infeiore fino ad Ornica) sempre il Collio Inferiore (foto sotto).

 

 

 Dopo un centinaio di metri circa  riappare il rossastro Verrucano (foto sotto).

 Alla curva  successiva curva Collio superiore coperto da detriti e seguito dal Verrucano . Alla valletta di q 1370 circa startificazioni nerastre del Collio superiore (foto sotto).

 

Alla successiva valletta di q 1430 circa sempre Collio Superiore  , Nord 270-50 Nord Ovest (foto sotto).

        

Troveremo il Collio Superiore fino agli ultimi due tornanti dove riaffiora il Verrucano (foto sotto).

      

 Poco prima dei piani dell'Avaro contatto tettonico col Servino (foto sotto).

         

Il Servino costituisce il substrato dell'altopiano , 1700 m, coperto in buona parte da depositi glaciali e di versante.  Interessanti nei dintorni i  "barec" , recinti litici dove venivano raccolte le mandrie , i massi con grandi coppelle e un grosso macigno di Verrucano con  inciso  un misterioso cerchio crociato . I Piani dell’Avaro , con il loro  panorama incomparabile, oltre alla possibilità di numerose escursioni, d'inverno rappresentano una meta d'obbligo per gli appassionati dello  sci-alpinismo , dello sci di fondo  e  della discesa.

 

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