DA PIAZZA BREMBANA AL PASSO SAN MARCO

Uscendo da Piazza Brembana  alla valletta della prima curva  affioramento del calcare di Angolo in strati nerastri di 20/30 cm, Nord 240-40 Sud Ovest (foto sotto) .

 

        Stratificazioni dell'Angolo nel fiume, Nord 170-35 Sud Ovest.

     

 

    

Sulla strada l'Angolo lo troviamo fino alla discarica prima del bivio per Frola. Ma per vedere il passaggio dall'Angolo al Prezzo e dal Prezzo all'Esino bisogna scendere nel greto del Brembo dal prato dopo la prima curva  e risalirlo fino alla suddetta discarica.

Stratificazioni del calcare di Angolo nel fiume sotto il prato ,Nord170-35 Sud Ovest.

     

 

Proseguendo nel greto arriviamo al passaggio dell'Angolo (in basso) al Prezzo (sopra)

           

A seguire sempre nell'alveo stratificazioni del calcare di Prezzo, Nord 180-40 Sud Ovest.

Più avanti passaggio dal Prezzo (sotto) all' Esino (sopra)

   

Stratificazioni di Esino nel fiume

All'incirca sotto la discarica nel fiume faglia tra Prezzo (a sinistra) ed Esino (a destra).

Risaliti sulla statale alla discarica strati nerastri del calcare di Angolo in faglia con l'Esino , Nord 240-40 NordOvest (foto sotto).

Al bivio di Frola tipico conglomerato alluvionale (foto sotto).

Le forti piogge  che spesso cadono in Valle provocano alle volte effetti  preoccupanti, anche se rientrano nella normale attività delle forze che agiscono in natura. L’azione demolitrice delle acque meteoriche, ne abbiamo esempi quotidiani, si fa più evidente laddove le caratteristiche litologiche delle formazioni geologiche presentano  punti di debolezza, vuoi per presenza di litotipi più facilmente disgregabili, vuoi per fratture di piccole e grandi dimensioni, vuoi per  le opere degli uomini che ne facilitano l' azione. La zona all'ingresso di Olmo tra la Madonna dei Campelli e la ditta Regazzoni ne è stata colpita in varie occasioni. Nella valletta  di fronte alla Madonna dei Campelli sono stati trascinati nel Brembo nel gennaio 2003 una massa di detriti , più di 2000 metri cubi,  che quasi ne hanno impedito il normale flusso (foto sotto) .

        

Ben più pericolose le frane che hanno colpito il lato destro della provinciale, tagliato nell'Esino, subito dopo  la Madonna dei Campelli, che per fortuna o  forse, come vuole tradizione, per intervento celeste, non ha provocato danni a persone, tra cui il sottoscritto con abitazione poche centinaia di metri più avanti. .

Due eventi franosi di notevoli dimensioni, il primo dodici anni fa, di cui vediamo i lavori di consolidamento (foto sotto).

Il secondo recente ,data 16 ottobre 2012, poche decine di metri più avanti, con  un fronte di otto metri per sette, che ha riversato sulla strada una decina di metri cubi di roccia, tra cui un macigno di circa due metri cubi, oltre a terra e alberi (foto sotto).

Speriamo che dopo questi eventi si provveda a sistemare definitivamente la minacciosa  parete di Esino incombente sulla statale. .

Olmo,560 m, antico borgo (1194) di importanza strategica, sito alla confluenza delle valli del torrente Stabina, del Brembo di Averara e del Brembo di Mezzoldo, poggia principalmente sul calcare di Esino, sul calcare di Angolo, su conglomerati e depositi di versante. Da visitare la chiesetta della Madonna dei Campelli, alla quale è riservata una particolare devozione da parte degli Olmesi, la chiesetta Medievale di San Pietro, la Parrocchiale, la Cappella di San Rocco e il Centro Storico con le sue piazzette collegate con  arconi e passaggi coperti. Non dimentichiamo di dissetarci  alla fonte dell’acqua della salute che sgorga vicino all’omonimo ristorante. Il paese è sovrastato da uno sperone del calcare di Esino, la Corna del Dente, situato in alto dietro la parrocchiale, in pratica una parete rocciosa utilizzata come palestra per arrampicate (foto sotto).

Esino nel fiume sotto il Municipio (foto sotto).

Stratificazioni  subverticali del calcare di Angolo, in faglia con l'Esino, sotto il ponte per Averara  e alla scaletta del centro (foto sotto).

  

Nelle vicinanze del noto Ristorante della Salute troviamo l'Esino sia alla sinistra della statale che nel  Brembo di Mezzoldo (foto sotto).

      

 

Tra le frazioni ricordiamo, alla confluenza con lo Stabina che scorre nell'Esino, Cugno e Cugno di Sotto , con  conglomerati alluvionali ben cementati e depositi di versante che si possono vedere nel giardino di casa sotto Frola e salendo lungo la sterrata che inizia al ponticello sullo Stabina subito dopo il deposito di legna (foto sotto).                                   

       Esino sulla sterrata dopo legnaia                  Conglomerato sopra Esino

    

                                                         Breccia sopra conglomerato e Esino                                             

Altre frazioni sono Frola, posta su conglomerati di versante ben cementati, che con i suoi 600 metri domina il paese, la rustica Acquacalda, Malpasso con la sua strettoia, l'isolata e silenziosa Cigadola alle cui spalle spuntano  i caratteristici pinnacoli rocciosi del calcare di Esino (foto sotto).

Prima di continuare  verso l'alta valle consiglio una passeggiata lungo la vecchia  mulattiera  che parte dal  centro antico del paese e collega Olmo con Averara e Santa Brigida. Superato un ponticello di ferro prendendo a destra si risale lungo il sentiero che  corre a fianco del Torrente Mora,  "Acqua Nigra" , tagliato nell'Esino ed in coltri detritiche . Il punto che ci interessa è un angolo del fiume in prossimità di una zona di ristoro con panche e un tavolo in legno. Cercando nei detriti lì attorno è possibile trovare fossili di alghe calcaree (foto sotto). Si può poi tornare a Olmo o salire ad Averara e S. Brigida.

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Alghe calcaree

   

    

       

 

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Lasciato Olmo ritroviamo significative stratificazioni dell'Angolo,Nord 20/30-10 Nord Ovest , all'ex colonia delle Suore (foto sotto).

Poi  nel fiume , sotto al ponte nuovo di Malpasso dove inizia la mulattiera per Piazzolo,  sempre Angolo con diversa giacitura, Nord 40-10 Sud Est, e  sempre nell'alveo alle curve successive  stratificazioni del calcare di Prezzo (foto sotto).

Alla centrale idroelettrica , prima e dopo il ponte di Piazzolo , calcare di Angolo ben stratificato (foto sotto).

Angolo prima del Ponte  e al di là del ponte Nord 0 - 18/28 Ovest

 

       

Angolo a sud del ponte nel fiume

   

Salendo a Piazzolo sopra l'Angolo affiora il massiccio Esino e in faglia a seguire la Carniola (foto sotto).

                                                                                                        Esino                                                        Carniola

          

 

Piazzolo (700 m) si apre in un piccolo  altipiano, ben esposto al sole, formato da depositi misti fluvioglaciali e di versante che coprono la Carniola . Proseguiamo oltre  la Parrocchiale di S. Maria Assunta e raggiungiamo la valletta dopo il cimitero. Qui troviamo  affioramenti del Servino nel greto e lungo il sentiero per il Torcola, Nord 290-60 Nord (foto sotto).

          

 

Rientrati prendiamo la salita verso Piazzatorre con a lato stratificazioni del calcare di Angolo, Nord 220-20 Sud.

L' interessante Chiesa Parrocchiale , sul dosso all’entrata del paese , poggia invece su un compatto conglomerato (foto sotto).

        

Piazzatorre, 850m, stazione turistica invernale ed estiva di prim'ordine, si apre in una verdeggiante conca formata da depositi glaciali e di versante racchiusa a nord-ovest e a nord dalle pareti del Calcare di Esino del Costone e del Monte Secco e a sud-ovest dal Verrucano del Monte Torcola. Sulla nuova strada che costeggia il Costone sono visibili gli effetti degli agenti atmosferici in particolare  del gelo rigelo con grossi massi caduti dalle pareti calcareo dolomitiche dell'Esino (foto sotto).

      

Risalendo si raggiunge la colonia montana e si prosegue nell'alpestre quartiere della Rossanella  fino a quota 1.050. Da qui parte  una mulattiera che si innalza nel bosco per  raggiungere l'imponente ghiaione del Monte Secco dove è possibile trovare qualche fossile.

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Scendendo passiamo per Piazzole , superata la frazione sulla destra affiorano stratificazioni dell'Angolo , Nord 100-40 Sud (foto sotto).

Poi  prima di arrivare al nuovo ponte per Mezzoldo troviamo la Carniola (foto sotto).

Infine prima del bivio  stratificazioni del Collio  Inferiore, Nord180-65 Nord Est (foto sotto), che affiorano anche tra detriti vari e massi sul lato destro della vecchia strada all'inizio del ponte.

Collio Inferiore al termine della discesa da Piazzole

     

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Salendo a Mezzoldo dal bivio di Piazzatorre troviamo stratificazioni del calcare di Angolo fino a poco prima del nuovo ponte dove troviamo la Carniola coperta da detrito e poco prima del ponte il Collio Inferiore (foto sotto).

       

Superiamo il ponte nuovo con a sinistra e al di la della valle sempre il Collio Inferiore (foto sotto).

                                                                                                                                Collio I. subito dopo il ponte                       Collio I, nella vecchia strada                                    

   

 

Dopo la valletta  di Soliva al km 47 circa affiorano, in faglia col Collio Inf., rocce scistose, grigio scure, argentee, con locali patine rossastre, le più antiche della valle, appartenenti alla formazione degli scisti di Edolo (foto sotto).

 

  

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PREMESSA GEOLOGICA

Il Basamento Cristallino è costituito dalle rocce più antiche, inizialmente sedimentarie, riferibili al Paleozoico Inferiore. Successivamente sono state metamorfosate nell'orogenesi Ercinica (350-300 ma) e forse già nella precedente orogenesi Caledoniana, e , solo in minima parte, nella "recente" alpina quando sono state spinte in alto a formare l'attuale spartiacque con la Valtellina. Dalle sedimentarie tipo arenaceo-argillose  il processo metamorfico ha prodotto gli Scisti di Edolo e le Filladi di Ambria, mentre da quelle tipo arenacee buona parte degli Gneiss .

Il nome del Basamento dipende dal fatto che nelle rocce lo costituiscono (micascisti , filladi e gneiss) si possono vedere chiaramente i cristalli dei minerali presenti che, se lamellari, ne determinano la scistosità. Troviamo le filladi di Ambria al passo San Marco e gli scisti di Edolo sulla strada a Mezzoldo e, come in seguito vedremo, in Val Moresca e nei dintorni di Valtorta. Mentre per vedere gli Gneiss bisogna fare un po' di alpinismo tra il Passo di Salmurano ed il Monte Masoni e tra il lago del Diavolo ed il Pizzo Rotondo. Fa parte del basamento cristallino anche un tipo di roccia ignea intrusiva, la Diorite di Val Biadino, che vedremo nella zona di Valtorta inclusa, probabilmente durante la fase finale dell'orogenesi  ercinica, negli scisti di Edolo. Ricordiamo infine che il Basamento Cristallino costituisce il substrato sul quale si sono depositate la formazione di Collio e il Conglomerato di Ponteranica (di questa formazione ne parleremo più avanti) oltre che in piccola parte alcune rocce triassiche. 

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Scisti di Edolo

(sass linguent)

Simbolo

 

Si tratta di micascisti, rocce metamorfiche di basso grado, di colore grigio-scuro o  bruniccio, con  vene di quarzo ondulate e di vario spessore. La tessitura è scistosa, per la presenza di minerali lamellari, in particolare le  miche (muscovite di colore argenteo, biotite di colore più scuro) , disposti  in piani quasi paralleli lungo i quali la roccia, pur  dura e difficile da incidere, più facilmente tende però a rompersi.

I fossili sono praticamente assenti .

L'età degli scisti di Edolo in base agli studi effettuati è  riferibile all'orogenesi Ercinica del Carbonifero (350-300 ma), ma i sedimenti da cui traggono origine potrebbero essersi formati in epoca pre-Ordoviciana . 

L'antico ambiente di deposizione dei sedimenti arenaceo-argillosi, dai quali sono derivati per processi metamorfici gli scisti in oggetto, dovrebbe essere un fondale marino.

Costituisce parte del basamento cristallino sul quale si sono depositati gli scisti di Collio, il conglomerato di Ponteranica e il Verrucano.

Come già detto troviamo gli scisti di Edolo nella zona di Mezzoldo, in Val Moresca e nei dintorni di Valtorta .

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Gli scisti di Edolo affiorano dal km 47 fino ai tornanti della Chiesa. Alle prime case di Mezzoldo, poco oltre il pannello indicante l’inizio del paese, parcheggiamo l’auto nel piccolo deposito a fianco del tornante, vicino al campo sportivo (foto sotto).

Scisti di Edolo al parcheggino e nel torrente

       

Al tornante della Chiesa

 

Mezzoldo, 880 m, ultimo paese di questo ramo  del Brembo, per la sua posizione è stato in passato terra di confine per viandanti e commercianti che percorrevano la famosa via Priula, come testimonia la settecentesca Dogana Veneta. Pregevole la Parrocchiale ed interessanti le incisioni sugli Scisti di Edolo presenti nella retrostante parete rocciosa e che troviamo anche sul muretto coperto da lastroni rettangolari in micascisto presso la Cà dè Bèrèr (foto sotto). Si tratta di segni arcaici alquanto misteriosi presenti su molte rocce delle Valli Alpine il cui significato è tuttora oggetto di ricerche da parte degli archeologi. Sono costituiti per lo più da coppelle, incavi emisferici di diverse dimensioni, e da incisioni varie (foto sotto). Oltre che a Mezzoldo si possono trovare nei dintorni di Ca' San Marco e all'Avaro.

Micascisto alla Chiesa

Particolari di coppelle e incisioni alla Chiesa

   

Coppelle e incisioni sul muretto di Cà dè Bèrèr

   

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Dopo il curvone sopra Scaluggio affiorano di nuovo  Scisti Edolo fin a circa il km 50 (foto sotto).

  

Poi Collio Inferiore fino a sotto la diga di Ponte dell'Acqua (foto sotto).

Nel curvone prima di raggiungere la diga un affioramento di Collio Superiore (foto sotto)

   

A seguire fino al ponticello del laghetto di nuovo Collio Inferiore (foto sotto).

    

A Ponte dell'Acqua, superato il piccolo lago artificiale, si apre un ampio pianoro che poggia sul Collio Superiore coperto da depositi alluvionali, di versante, di conoide e glaciali. Poco prima del ponte parte un comodo e fresco sentiero, all’interno di una suggestiva foresta di abeti, che collega Ponte dell’Acqua con il  Rifugio Madonna delle Nevi, correndo a lato del torrente che scende dalla Val Terzera.  Al di là del ponte a sinistra  sale invece la vecchia Priula per  Ca’ di San Marco. Nel pianoro che porta al Rifugio Madonna delle Nevi affioramenti del Collio Superiore (foto sotto).

Cascatella nel Collio e Collio nel torrente

         

 

 Dal Rifugio la strada abbandona la riva del torrente, si comincia a salire sul fianco del Pizzo delle Segade verso il passo San Marco. Alla prima curva dopo la località Castello q. 1389 circa  affioramento del Servino (foto sotto).

        

A q 1450 finiscono le abetaie e inizia il regno delle malghe. Al tornante n. 8 altro affioramento di Servino , Nord 90-60 Nord (foto sotto).

Poi copertura detritica di versante e glaciale. Dopo Alpe M. Nuovo a q 1650 circa ancora Sevino (foto sotto).

 

Proseguendo a q. 1700 circa  un affioramento  di Carniola con piccola sorgente e poco avanti anche nel prato (foto sotto).

Carniola

   

Poi Servino fino allo spartiacque, q 1740 circa. Al tornante 10  inizia  la sterrata  sempre in Servino che scende al lago Valmora, con a sud i pascoli e le casere della Gambetta ( foto sotto).

                             Servino prima del tornante 10                        Servino sulla sterrata per la diga a 50 m dalla sbarra

                         

 

Poco oltre scendendo  alla Ca' san Marco affioramento di Carniola (foto sotto).

 

 

All'antica e massiccia Cà S.Marco, con  la lapide marmorea della Repubblica di S.Marco e  il "cartello indicatore" del Passo di S.Marco, dopo una doverosa sosta , facciamo quattro passi tra i massi sottostanti  per trovare altre coppelle.

Nei massi sotto al rifugio incisioni di coppelle (foto sotto)

 

 

         

 

Salendo in mezzacosta al passo , sotto  l'eccessivo casamento del nuovo rifugio, a q.1820 circa,  stratificazioni di Servino , Nord 65-55 Nord Est (foto sotto).

Superato il rifugio, al tornante 13, q 1883, in faglia con il Servino, affioramento di rocce quarzose scure : le Filladi di Ambria (foto sotto), che fanno parte del basamento cristallino e che troviamo in questa zona tra Cà S. Marco e il Passo di Tartano.

                                                                                                                                                                         Filladi al tornante 13

Filladi verso il passo

     

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Filladi di Ambria

Simbolo

 

Sono in pratica argilloscisti,di grado metamorfico più basso rispetto agli Scisti di Edolo , derivanti da rocce sedimentarie argillose metamorfosate dall'orogenesi alpina. Trattasi di rocce a grana fine, grigio scure, con una scistosità ben sviluppata, con alternanza di livelli costituiti principalmente da quarzo e muscovite in  piani ondulati e ripiegati. L'età in base agli studi effettuati è del Paleozoico inferiore, Ordoviciano/Siluriano (deformazione Ercinica 350-300 ma).

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Arrivati ai 1992 metri del passo di San Marco, il passo dell'Omino, antico cippo di confine per segnalare la diretta via, non si può fare a meno di ammirare il magnifico panorama che da qui si gode a 360 gradi. Da un lato la Val Brembana, dall’altro la Valle del Bitto, a corona la serie di montagne che fan da spartiacque e a nord  la maestosa veduta sulle Alpi Retiche.

        Il passo San Marco 

    

Filladi con quarzo al passo

 

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N.B.-Direttamente a nord/ovest del lago Valmora si erge il M.Ponteranica (2378m) (foto sotto)

 

che domina il vasto anfiteatro di Ca' S. Marco. Lo si può raggiungere salendo al Passo del Verrobbio (2026 m), dove vi sono resti di trincee e di fortificazioni della Ia Guerra Mondiale. Il monte Ponteranica prende il nome dal Comune di Ponteranica, proprietario dei pascoli alle pendici della montagna fin dal Seicento, monte che a sua volta ha dato il nome al conglomerato che lo costituisce : il conglomerato di Ponteranica.

CONGLOMERATO DI PONTERANICA

Trattasi di  un conglomerato compatto e ben cementato con clasti strappati al basamento cristallino di grosse dimensioni, anche mezzo metro, di vario colore, rossastro, rosa e verdastro ed inglobati in una matrice arenacea a grana grossa (foto sotto).

  

L'arrotondamento denota l'azione di torrenti e fiumi che li hanno trascinati e fatti rotolare per poi depositarli ai bordi del grande lago di Carona ,che, come abbiamo visto, andava riempiendosi di sedimenti più fini.  Possiamo considerarlo per la sua genesi l'antenato del Verrucano dal quale si differenzia per le dimensioni dei clasti.

L'età è in pratica la stessa del Collio circa 280 milioni, parte terminale del Permiano inferiore.

Il limite inferiore è con la F. Collio, mentre il limite superiore è con il Verrucano.

Affiora ad alta quota nel settore settentrionale delle Alpi Orobie, che iniziano sopra la faglia Piani di Bobbio-Marogella, perciò, come per gli gneiss, per osservarlo direttamente occorre fare un po' di alpinismo salendo alla Cima di Camisolo, al Pizzo Tre Signori e al Monte Ponteranica e dintorni. Affioramenti di spessore più ridotto li troviamo  sul sentiero tra il passo di Salmurano e il Rifugio Benigni, alle falde dei Piazzotti .

 

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