SAN PELLEGRINO E DINTORNI

Lasciata Ambria prendiamo per S.Pellegrino Terme,368  metri s.l.m, e , sulla sinistra , troviamo, messi a nudo dai lavori della nuova variante , depositi alluvionali  del Brembo e  detriti  di versante , dovuti dall'accumulo  di  frammenti rocciosi della sovrastante dolomia principale (il Cornone) in conseguenza dell’azione dei processi di degradazione meteorica e della forza di gravità. Questi accumuli detritici  con la  forma di ventaglio  con la punta verso l'alto, con il tempo si cementano formando dei conglomerati (foto sotto).

                              Detriti                                                                                     Conglomerato->breccia                                         

           

La dolomia principale, che sale su fino al monte Zucco,  riaffiora sulla strada dopo la galleria alla valletta di S. Antonio. Sull'altra sponda del Brembo corre la ciclabile su depositi alluvionali fino a  poco prima del ponte di ferro della ex-ferrovia dove ritroviamo la dolomia principale. Entriamo in paese allo svincolo dopo il rondò  e all'inizio di Pregalleno fermiamoci nei pressi della Valcava  ; superata la copertura dell'ingresso della galleria, salire per il sentiero alla destra della  valletta, nel torrentino affiora la parte inferiore della Dolomia Principale , il Membro Basale, caratterizzato dalla presenza di dolomie bruno/scure laminate distinguibili per la stratificazione in livelli da centimetrici a decimetrici , Nord 250-20 Nord Est ( foto sotto) .

    

Continuando sulla strada asfaltata che collega Pregalleno alla ex stazione ferroviaria di Piazzo Basso troveremo una serie di affioramenti delle argilliti di Riva di Solto sino al Ponte Camillo Cavour, Nord 330- 30/40 Nord Est ( foto sotto).

Argilliti sulla strada e prima del ponte Cavour

               

 

 

Sulla statale il primo affioramento di argilliti , Nord 300 - Sud subverticali , emerge poco prima della  Chiesetta dedicata alla Madonna di Caravaggio (foto sotto).

 

 

           

Entrati in  paese  avremo modo di apprezzare  la Chiesa Parrocchiale (risalente al Quattrocento),il  ponte Vecchio, la Casa di Cura Quarenghi, il Tempio  dei Caduti, il classico viale alberato  con i Portici Colleoni, lo Stabilimento Termale, la Fonte con i suoi  Portici, il Casinò e il Grand Hotel. Ricordo inoltre la spettacolare funicolare, da troppo tempo ferma, che saliva ai 650 m della Vetta , e le caratteristiche due ex stazioni ferroviarie . Un dovere ed un piacere  sarà la visita al Museo della Villa Speranza  dove si possono ammirare  reperti fossili del Periodo Triassico  di tutta la Valle . Tra gli invertebrati: ammoniti, gasteropodi, lamellibranchi, esemplari di nautili  , ricci di mare, notevole varietà di crostacei, coralli e  madrepore e tra i vertebrati pesci e rettili. Peccato che il fossile più significativo, un folidoforo,  piccolo pesce che è stato poi chiamato “Parapholidophorus caffii”,  ritrovato dal nostro  Antonio Baroni in località Vettarola nel 1902,  sia conservato nel Museo di Bergamo ( foto sotto). Oltre ai fossili sono presentati campioni di tutte le rocce della valle.

Parapholidophorus caffii

Se San Pellegrino è  suggestivo per le  sue bellezze artistiche e  ambientali, quest' ultime apprezzate anche da Leonardo da Vinci (sic), non lo è meno dal punto di vista geologico: infatti  è una cosiddetta finestra tettonica  cioè una apertura attraverso la quale  viene messo  a nudo il sottostante strato originario, autoctono (originario del luogo). In seguito alle  spinte orogenetiche,   susseguitesi da 60  fino a qualche milione di anni fa, la massiccia  e rigida dolomia principale , alloctono (non originario del luogo), con un sovrascorrimento su entrambi i versanti del paese, è  scivolata sulla sottostante formazione di San Giovanni Bianco e sulle duttili e plastiche argilliti di Riva di Solto, autoctone e più giovani, ricoprendole ed  anche incastrandosi nelle stesse. Con i  sovrascorrimenti si sono verificate fratture e si sono formate  numerose faglie, inoltre le argilliti avendo un comportamento più duttile si sono piegate e deformate . Sul fianco sinistro della valle, il sovrascorrimento, si sviluppa lungo la fascia che va da Ruspino alla  Valle degli Zocchi, alla Val Borlezza e a San Rocco , mentre sul fianco destro si sviluppa con le sporgenze di Pregalleno, di  Fransnadello, del Poggio Balconcello/Sottocorna con il prolungamento all'ex  stabilimento Pracastello .

                                        Sovrascorrimento della Fonte                                             Sovrascorrimento  di  Pernazzaro                                          

              

Successivamente l'azione erosiva  del fiume, che scorre nel  mezzo, ha riportato alla luce , nell'attuale alveo, il substrato originario di argilliti e marne.

Sappiamo che le rocce dolomitiche sono permeabili  mentre le argilliti sono impermeabili, questo connubio, in presenza di fratture e faglie, ha consentito alle acque di infiltrazione di dare origine  a numerosissime sorgenti . Se il contatto argilliti/dolomia è in vicinanza della superficie avremo sorgenti con acque abbastanza fredde e poco mineralizzate, se invece è in profondità avremo acque  calde e riccamente mineralizzare . L'acqua della Sorgente San Pellegrino , solfato-bicabornato-alcalino terrosa, conosciuta in tutto il mondo (lo champagne delle acque minerali) che sgorga alla temperatura costante di circa 26 gradi  dalle rocce vicino all'ex Hotel Terme, ha una ricchezza ed un equilibrio in sali minerali unici ; questo  dipende sia dal suo lungo tragitto  di  risalita  che  inizia a  circa 1.000 metri  di profondità, sia dal fatto che, attraversando gessi e anidriti (della  formazione di San Giovanni Bianco), dolomie e  argilliti, viene  filtrata earricchita  dei sali che la caratterizzano.

Le argilliti, che  troviamo  su entrambe le sponde del fiume , sono ben visibili in particolare alla confluenza della Valle Sambusso  con il Brembo . Risalendo la strada che dal Belvedere costeggia la Valle Sambusso, proprio tra le due gallerie della nuova variante, passa la faglia/sovrascorrimento tra argilliti e dolomia principale (foto sotto).

Argilliti confluenza Valsambusso                               Argilliti sulla strada per Valsambusso

 

             

A sinistra  della foto Dolomia , a destra  Argilliti  

                    

Il contatto tettonico della argilliti con la dolomia principale possiamo verificarlo nel fiume dopo aver superato le ultime case di Sottocorna : all'inizio della mulattiera sulla destra il massiccio blocco  di dolomia utilizzato da palestra per gli arrampicatori (foto sotto a sinistra) , sotto a destra  una  piccola insenatura , la spiaggetta , con il contatto tettonico della argilliti ( Nord 130-50 Sud Ovest) con la dolomia principale .

                 Dolomia sovrascorsa a Sottocorna                              Faglia dolomia argilliti alla spiaggetta

         

Usciamo dal paese e alla fonte Pracastello,  l'acqua di questa sorgente non differisce di molto dalla più nota San Pellegrino,  ben visibile  nel fiume  un affioramento  di dolomie zonate subverticali   (foto sotto) .

Poi sino a San Rocco sulla sinistra argilliti, coperte da vegetazione , con sopra la dolomia principale i cui massi data la loro instabilità sono stati sempre oggetto di preoccupazione  e pertanto di opere e controlli per prevenirne  le cadute . Fermiamoci a San Rocco e  scendiamo nel fiume proprio sotto il nuovo ponte della statale e di fronte ci troveremo l'affioramento degli  strati della  formazione di San Giovanni Bianco, ad occhio Nord 130 -70 Sud Ovest (foto sotto), che vedremo meglio salendo a Dossena .

Per vedere sopra cosa si appoggia la formazione di San Giovanni Bianco superiamo il ponte di Dossena e parcheggiamo l'auto alla  frazione Cà de Rizzi. Dopo il viadotto che supera la Valle Asnera scendere nel sentiero che porta al torrente  e qui  troviamo stratificazioni di calcari , Nord 120 - 80 Sud Ovest, della formazione di Gorno ( foto sotto)  che costituiscono la base della formazione di San Giovanni Bianco .

           

Nel fiume poco sopra la confluenza dell'Asnera  iniziano ad apparire sotto la Fomazione di Gorno strati arenacei verdolini appartenenti alla formazione delle Arenarie della Val Sabbia , Nord 110 - 60 Sud (foto sotto).

            

Torniamo a San Rocco e parcheggiamo l'auto a destra della prima galleria che porta a San Giovanni Bianco.  Emergono molto compatte e ben stratificate, in banchi da decimetri a metri, le Arenarie della Val Sabbia ai lati della vecchia statale, nel fiume e sull'altro versante (foto sotto).

Tra le due gallerie  è ben visibile  al di la del fiume in alto una  blanda anticlinale .

 

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DINTORNI DI SAN PELLEGRINO

Frasnadello

Frasnadello , 530 metri s.l.m, si raggiunge con strada  asfaltata che parte di fronte alla scuole medie di  Piazzo Basso ; lungo la salita nella Val Cumina  troviamo affioramenti di dolomie zonate (foto sotto), con dolomia principale sull'altra sponda della valletta, e , alla chiesetta della frazione  dolomia principale con sotto  un deposito di versante .

 

 

Vetta (Frasnito-Aplecchio- Sussia)

Salendo alla Vetta dalla Chiesa Parrocchiale  la strada  è tagliata nelle argilliti fino a poco prima di Frasnito, 515 metri s.l.m, adagiato su un pianoro di depositi di tipo detritico alluvionale . Segue dolomia principale  fino ad Aplecchio dove troviamo un piccolo affioramento di  argilliti di Riva di Solto, in faglia con la dolomia principale ( foto sotto ).

 Dolomia prima della Botta                                    Dolomia ad Aplecchio 

                     

Argillite  ad Aplecchio

 

 

Risaliamo alla Vetta, 650 metri s.l.m, panoramica terrazza naturale con le caratteristiche   ville della prima metà del novecento, che poggia sulla formazione di S.Giovanni Bianco, purtroppo non  visibile . Nei pressi del bivio per Sussia  riaffiora con contatto in faglia la dolomia principale, che ci accompagna  per la sterrata che porta alla selletta  della Cappella Madrera  e continuando  fino in Sussia. Rientrando, poco sotto la Vetta, non possiamo non fermarci alle Grotte del Sogno, un classico fenomeno carsico non meno interessante delle Grotte delle Meraviglie.  Sono grotte di origine tettonica, impostate su una faglia, scoperte nel 1931 dal nostro  Ermenegildo Zanchi  ,  aperte al pubblico  già l'anno dopo e chiuse negli anni  ottanta in seguito alla smobilitazione della funicolare e dell'albergo Vetta. Grazie all'impegno di  un gruppo di volontari dell’associazione “Km28 Antea”, sono state riaperte  nell'agosto 2011 . «Questi luoghi sono ricchi di sogni e di cultura, sono la manifestazione delle meraviglie del creato di Dio», parole all'inaugurazione del mio vecchio compagno di classe, il parroco monsignor Giacomo Locatelli.

Entrata Grotte Sogno nella dolomia principale

 

Torre-Piazzacava -Alino-Vettarola

 

Da Pernazzaro su strada asfaltata si raggiunge la Torre, 450 m s.l.m,  un ampio pianoro di depositi alluvionali contornato dalla dolomia principale e con la cosiddetta Torre , appollaiata su un conglomerato formato da detriti di versante, che domina tutta la valle di San Pellegrino (foto sotto).

Poco più avanti  da Piazzacava si  sale verso Alino ,700 m s.l.m, sempre viaggiando nella dolomia principale (foto sotto).

                

 

 

Salendo da Alino a Vettarola , 980 m s.l.m., troviamo nelle argilliti di Riva di Solto  e più in alto  la dolomia principale che sale su a formare il Castel Regina e il Sornadello. La peculiarità di questa frazione è dovuta al ritrovamento da parte del Baroni del famoso pesciolino "folidoforo "e chissà che, cercando qua e là , si possa trovare qualche suo compagno,   anche  se finora nessun altro fossile è stato individuato  .

 

 

Antea-Dossena- Santa Croce-Spettino

 

Dal ponte di Dossena , si prende pe Antea, 430 metri s.l.m, viaggiando fino alla frazione dentro depositi di versante e di conoide con inclusi massi di dolomia principale . I conoidi o coni di detrito sono accumuli di forma conica che si trovano ai piedi di una stretta gola/forra : i detriti che si staccano dalle pareti  si allargano verso il basso  a ventaglio  con il vertice verso l'alto. Procedendo da Antea verso Dossena dopo poche curve affiorano strati verdolini di arenaria e argilliti tipici della  formazione di San Giovanni Bianco, Nord 310 - 30 Sud (foto sotto).

           

Nelle curve successive  gli strati cambiano aspetto, diverso il colore di alterazione e il tipo , sono calcari e calcari marnosi grigio/nerastri della sottostante  formazione di Gorno, Nord 110 - 30 Sud ( foto sotto ).

                

Proseguendo, superato il ponte sull'Asnera ritroviamo la Formazione di San Giovanni Bianco a Piazzegotto (foto sotto) e ai Mulini.

Poco prima di Dossena, nella formazione di San Giovanni Bianco, la lente di gesso con la relativa cava , rimasta attiva dagli anni '60 agli anni '80 ed ora dismessa, è  stata utilizzata per  l'impianto sportivo del campo di calcio  (vedremo i gessi ad Averara).  Entriamo nel famoso e storico abitato di Dossena (1000 metri s.l.m)  situato su un piccolo altopiano che poggia sulle formazioni di San Giovanni Bianco e di Gorno, mentre nei dintorni troviamo le arenarie della Val Sabbia, il Calcare metallifero, la formazione di Breno (la approfondiremo nella zona di Camerata ) e la dolomia principale del Monte Gioco . Una visita va fatta alla  Chiesa Arcipresbiterale Plebana  ricca di opere gelosamente custodite tra cui decollazione di San Giovanni Battista(1575) di  Paolo Veronese.  Dossena annovera molti artisti e tra i suoi figli più illustri  un doveroso ricordo va a Filippo Alcaini, uno dei pittori contemporanei più rappresentativi della Valle che ho avuto la fortuna di conoscere ed d'apprezzare .

Prendendo  la strada verso il Paglio /Prà dell’Era, viaggiando sempre sui 1000 m di quota, si trova un solo  affioramento significativo delle arenarie della Val di Sabbia, Nord 300-50 Nord, poco prima di Ca' del Lupo (foto sotto).

Proseguendo su strada sterrata e sconnessa si arriva  alla zona  delle miniere del Paglio, un' area compresa  a Nord dalla Val Parina, a Sud dalla Valle Asnera , ad Est dai monti del Vaccaregio  e ad Ovest dalla  valle del Brembo. Al Paglio  affiorano i calcari,  grigio e grigio nerastri, in stratificazioni suborizzontali decimetriche, del  Calcare Metallifero (foto sotto),sovrastante la formazione di Breno, con le numerose miniere abbandonate , già conosciute in epoca romana e pare anche da Leonardo da Vinci. Da esse si estraevano molti minerali: blenda (solfuro di zinco), calamina ( silicato di zinco), galena ( piombo), bario e fluorite.

         

Altre miniere per l'estrazione  della calamina, anch'esse abbandonate, si trovano in  affioramenti della formazione di Breno, sia al Paglio che sul Monte Vaccareggio.  I calcari biancastri  della formazione di Breno, che avremo modo di vedere nel proseguo dell'itinerario, stanno  alla base del Metallifero e affiorano  sopra al Paglio allo spartiacque con la Val Parina (foto sotto) .

         

Oggi il comprensorio minerario  e carsico, con le sue gallerie , grotte, cavità ancora inesplorate ,  e i suoi  numerosi detriti, costituisce  un'attrazione  per speleologi ed  per appassionati di minerali  alla ricerca di qualche bel cristallo di fluorite, calcite, galena,   etc...

Ritorneremo alle miniere salendo da Camerata, nel frattempo  rientriamo in Dossena e prendiamo per Serina . Alla prima curva dopo il cimitero imponente affioramento della formazione di Gorno con strati  ben in evidenza di calcari e marne  e con fossili ( daonelle ?), Nord 390 - 40 Ovest ( foto sotto).

           

           

Poco più avanti gli strati cambiano gradualmente da calcari nerastri a banconi arenacei verdolini  della sottostante formazione delle Arenarie della Val Sabbia, Nord 160 - 50 Sud Ovest (foto sotto).

 

Rientriamo  ad Antea e prendiamo per Santa Croce viaggiando nella dolomia principale (foto sotto all'angolo del Balconcello).

Prima di arrivare a Santa Croce ,778 metri s.l.m., lungo la strada affiorano stratificazioni di dolomie zonate , Nord 70-32 Sud Est , che sono il tetto della dolomia principale.

          

Da Santa Croce , che poggia sulle argilliti di Riva di Solto , a  Spettino , 980 metri s.l.m.,  sempre dolomie zonate  con diverse immersioni , prima ad Ovest e poi a Sud ( foto sotto).

         

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Oltre le formazioni già incontrate, argilliti di Riva di Solto,  calcare di Zorzino, Dolomie zonate e Dolomia principale a San Pellegrino e dintorni  ne abbiamo incontrato quattro nuove: formazione di San Giovanni Bianco, formazione di Gorno , Arenarie della Val Sabbia  , Calcare metallifero. Vediamole in dettaglio.

 

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FORMAZIONE DI SAN GIOVANNI BIANCO

La formazione prende il nome da San Giovanni Bianco perchè  ben rappresentata in tutto il paese e dintorni .  È costituita da  per lo più da stratificazioni arenacee di colore  grigio-verdi , da  marne  grigio/nere  e lenti di gesso. 

Lo spessore della formazione ritengo potrebbe essere di circa 150 m .

Dal punto di vista paleontologico gli strati nella zona si presentano praticamente prive di fossili , il loro reperimento è una rarità.

L’età, basandosi   solo sulla posizione stratigrafica, è riferibile al  Carnico superiore.

L’ambiente deposizionale è di tipo marginale alle piattaforme, via via sempre meno profonde addirittura con il prosciugamento delle lagune e la conseguente formazione di depositi evaporitici: i gessi .

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata superiormente, segnalata dalla presenza dei gessi, dalla dolomia principale che, favorita dalla plasticità  della formazione in oggetto, è in alcune zone sovrascorsa, scivolando anche sulle argilliti di Riva di Solto. Il limite inferiore con la  formazione di Gorno  è  un graduale  passaggio  da arenarie a calcari .

Non reagiscono  all’acido cloridrico.

N.B. I gessi sono rocce bianche di aspetto saccaroide  di aspetto per lo più massiccio . Sono costituiti da solfato di calcio cristallizzato ( solfato di calcio biidrato e anidrite) che si forma in seguito alla precipitazione provocata dall'evaporazione delle acque  marine, con alta concentrazione di sali, in lagune chiuse o con scarsi apporti di acque dolci. Nella formazione di San Giovanni Bianco troviamo lenti di gessi a Dossena ed  Averara. Il gesso  che viene estratto, oltre ai tradizionali impieghi nell’edilizia , viene utilizzato in altre svariate applicazioni .

 

Quadro riassuntivo

Nome formazione

Formazione di san Giovanni Bianco

Simbolo

 

 

Caratteri litologici

stratificazioni arenacee di colore  grigio-verdi  , da  marne e lenti di gesso.

Affioramento

Vetta

Misura di strato

Immersione Nord 130 -70 Sud

Spessore

Nell'area in questione circa 150  metri

Fossili

rari

Età

Carnico superiore

Ambiente di deposizione

Ambiente lagunare chiuso

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Dolomia Principale

Inferiormente con Formazione di Gorno

Altri affioramenti nella zona

 Antea- Dossena

Altri affioramenti  in valle

San Giovanni Bianco-Sopra Camerata-Tra Piazza B. e Olmo a q. alte -Tra Olmo e Cassiglio - Averara e Santa Brigida

Zona fossilifera

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FORMAZIONE DI GORNO

La formazione  è costituita per lo più da stratificazioni di calcari alternati con calcari marnosi entrambi di colore grigio scuro o nero, con intercalazioni di arenarie sia nella parte superiore che inferiore di colore grigio-verdolino.

Lo spessore della formazione ritengo potrebbe essere di circa 100 m .

Dal punto di vista paleontologico la formazione è molto ricca di fossili, alcuni strati  sono praticamente composti da fossili, principalmente lamellibranchi marini tra cui  i più caratteristici sono: Modiolus , antenato dei Mitili , e  Myophoria kefersteini .

L’età, basandosi sulla posizione stratigrafica e sul contenuto in fossili, è riferibile al Carnico inferiore.

L’ambiente deposizionale è di tipo lagunare, mare poco profondo marginale alle piattaforme, con sedimentazione  carbonatica e con abbondanti apporti terrigeni fini.

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata superiormente, con passaggio graduale, alle arenarie verdoline  della formazione di San Giovanni Bianco. Anche il limite inferiore con le Arenarie della Val Sabbia  è  abbastanza  graduale con passaggio da arenarie a marne e calcari.

Reagiscono  all’acido cloridrico se calcari o marne calcaree.

Quadro riassuntivo

Nome formazione

Formazione di Gorno

Simbolo

 

 

Caratteri litologici

Calcari, calcari marnosi e marne di colore  grigio scuro e nero 

Affioramento

San Rocco . Ca de Rizzi ,

Misura di strato

Immersione  Nord 120 - 80 Sud

Spessore

Nell'area in questione circa 100  metri

Fossili

Numerosi  e un po' dovunque- Modiolus e Mioforie

Età

Carnico inferiore

Ambiente di deposizione

Ambiente lagunare con apporti terrigeni

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Formazione San Giovanni Bianco

Inferiormente con Arenarie Val Sabbia

Altri affioramenti nella zona

 Strada Antea- Dossena e Dossena

Altri affioramenti  in valle

San Giovanni B -Tutta la Costa San Gallo -Sopra Camerata-Tra Piazza B- Olmo- Tra Olmo e Cassiglio- Averara e Santa Brigida

Zone fossilifere

Dossena  -San Giovanni B: nel fiume risalendo a destra dopo il vecchio ponte della Ferrovia ; sulla ciclabile subito dopo il paese ;nel fiume  sotto la statale dopo la centrale elettrica  all'uscita dal paese -  alla frazione  Pradimanzo q. 908  dopo San Gallo-  -tra Cornello e Oneta sul sentiero poco prima del  suggestivo oratorio di Sant'Anna.

 

 

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ARENARIE VAL SABBIA

 

La formazione  è costituita da arenarie verdi e rosse  molto compatte e ben stratificate, in banchi da decimetrici a metrici, con intercalazioni di argilliti (livelli di siltiti e  peliti).  La tonalità verde delle arenarie  è legata alla presenza di sedimenti prodotti dallo smantellamento di vulcani dell'entroterra , mentre  il colore rosso  dipende dall'ossidazione del ferro (es. ruggine ).

Lo spessore della formazione ritengo potrebbe essere di circa  300m                                               Dal punto di vista paleontologico la formazione è praticamente priva di fossili.

  L'età , basandosi  sulla posizione stratigrafica , è riferibile al Carnico.             

L’ambiente deposizionale è di tipo lagunare-deltizio quindi con presenza di apporti fluviali e inoltre  di materiali  derivati dallo smantellamento di corpi vulcanici presenti nell'area.

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata superiormente  dalla formazione di  Gorno, con passaggio graduale dalle arenarie ai calcari.  Inferiormente  giace sul Calcare Metallifero.

Non reagiscono  all’acido cloridrico .

Quadro riassuntivo

Nome formazione

Arenarie Val Sabbia

Simbolo

 

 

Caratteri litologici

Arenarie verdi e rosse con intercalazioni di argilliti

Affioramento

San Rocco

Misura di strato

Immersione Sud -Sud Ovest

Spessore

Nell'area in questione circa 300  metri

Fossili

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Età

Carnico

Ambiente di deposizione

Ambiente lagunare / deltizio

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Formazione di Gorno

Inferiormente conCalcare Metallifero

Altri affioramenti nella zona

  Dossena - S.Pietro D'Orzio -

Altri affioramenti  in valle

Camerata-Tra Piazza B- Olmo- Tra Olmo e Cassiglio- Averara e Santa Brigida

Zona fossilifera

//

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CALCARE METALLIFERO

La formazione è costituita  da calcari, grigio e grigio nerastri, in stratificazioni decimetriche . Dentro la formazione si trovano sotto forma di  colonne e filoni  mineralizzazioni soprattutto di piombo, zinco ,fluorite e bario , oggetto di sfruttamento estrattivo sin dai tempi dei Romani.  

Attualmente le varie miniere, ormai chiuse dal 1981, sono desolatamente abbandonate .
Lo spessore della formazione ritengo potrebbe essere di circa 30 m .

Nella formazione il  contenuto fossilifero è scarso .

L’età, basandosi sulla posizione stratigrafica  è riferibile al  Carnico inferiore.

L’ambiente deposizionale è del tipo di piane lagunari, a sedimentazione  carbonatica, marginali alle piattaforme, alle volte soggette ad emersioni con fenomeni di tipo carsico cioè con formazione di numerose cavità .

Stratigraficamente la formazione in oggetto è delimitata inferiormente  dalla Formazione di  Breno  mentre il limite superiore con le Arenarie della  Val Sabbia  è un passaggio  da  calcari. ad arenarie .

                                                                                                                     Quadro riassuntivo

Nome formazione

Calcare Metallifero

Simbolo

 

 

Caratteri litologici

Calcari,  grigio e grigio nerastri, in stratificazioni   decimetriche

Affioramento

Paglio di Dossena

Misura di strato

Nord 160 - 40 Sud Ovest e suborizzontali

Spessore

Nell'area in questione circa 30  metri

Fossili

Scarsi

Età

Carnico inferiore

Ambiente di deposizione

Piane lagunari marginali alle piattaforme   

Rapporti stratigrafici

Superiormente con Arenarie Val Sabbia

Inferiormente con Formazione di Breno

Altri affioramenti nella zona

Vaccareggio-

Altri affioramenti  in valle

Sopra Grumo - Cespedosio-

Zone fossilifere

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